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Cosa vedere al Parco degli Acquedotti: il percorso tra le rovine antiche del polmone verde di Roma

Una distesa di rovine immerse nella vegetazione, un polmone verde dove fare camminate, sport all’aria aperta e scampagnate. Il Parco degli Acquedotti fa parte del Parco regionale dell’Appia antica. Ecco il percorso da fare a piedi o in bicicletta, di giorno o al tramonto e cosa vedere di interesse storico archeologico.
A cura di Alessia Rabbai
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Il Parco degli Acquedotti è uno dei polmoni verdi di Roma, molto amato dai cittadini, meta di passeggiate, sport all'aria aperta e scampagnate di adulti, famiglie con bambini e ragazzi. L'area si estende per ben 240 ettari nel quadrante sud-est, tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli e fa parte del Parco regionale suburbano dell'Appia antica. Il Parco, una suggestiva distesa di rovine, custodisce al suo interno ciò che resta degli undici acquedotti della Capitale: Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus, oltre all'acquedotto Felice, costruito sotto Papa Sisto V alla fine del XVI secolo e utilizzato ancora oggi per l’ irrigazione.

Il percorso al Parco degli Acquedotti: cosa vedere

Nel Parco degli Acquedotti è possibile visitare diversi resti di interesse archeologico e storico, come ad esempio, il Campo Barbarico, risalente all'assedio della città nel 539 da parte dei Goti, le arcate rimanenti dell’Acquedotto Felice, la torre medievale di Tor Fiscale, e la ‘tomba dei cento scalini'. Tra gli edifici visitabili ci sono la villa delle Vignacce, una delle più grandi ville suburbane del quadrante e il casale di Roma Vecchia lungo la via Latina, con rovine così grandi che nel Settecento si credeva appartenessero ad un'altra città antica simile a Roma. Vale la pena visitarlo inoltre al tramonto, sia a piedi che in bicicletta, per uno scenario mozzafiato.

Breve storia del Parco degli Acquedotti

Il Parco degli Acquedotti è caratteristico perché rappresenta rappresenta ciò che resta ai giorni nostri di un tratto di Agro Romano che all'origine si estendeva fino ai Colli Albani, ricoperto di alberi, soprattutto pini. Nell'area verde c'è un laghetto generato dall'acquedotto Felice con una cascata sull'impronta  dell’ antica marrana dell’Acqua Mariana. La zona, destinata a verde pubblico dal piano regolatore del 1965, negli anni settanta è stata espropriata. Nel 1986, grazie all'interesse e al fermento dei cittadini è nato il Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia, che due anni dopo è riuscito a far inserire l'area nel Parco regionale dell'Appia antica.

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