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in foto: (La Presse)

Mini zone rosse in palazzi e strade, per isolare cluster famigliari di coronavirus. È l'ipotesi a cui sta pensando l'Unità di Crisi anti-Covid della Regione Lazio, in vista dell'aumento di contagi previsto nelle prossime settimane. Ieri nel si sono registrati 195 casi di Covid-19, di cui 135 solo a Roma città e tre morti nell'intero territorio della Regione. Il timore è che, con l'aumento dei ricoveri in ospedale, possano tornare a riempirsi anche i reparti di terapia intensiva, con ripercussioni sul sistema sanitario e sulla gestione dell'emergenza, che al momento è sotto controllo. "Per ora non c'è nessun allarme, ma dobbiamo farci trovare pronti" ha detto Pierluigi Bartoletti, medico responsabile dell'Unità di Crisi anti-Covid del Lazio. A Il Messaggero ha spiegato che: "Ciò che preoccupano sono i contagi tra parenti, con focolai famigliari, l'ipotesi è creare dei piccoli lockdown, per contenere i casi ed evitare che si propaghino". L'Uscar si sta preparando con strategie per fronteggiare l'arrivo dell'inverno, quando sarà necessario distinguere i malati da Covid con le persone affette da influenza stagionale.

Tamponi rapidi nelle scuole

Partono oggi i tamponi rapidi nel liceo Ignazio Vian di Anguillara Sabazia, Comune alle porte di Roma, che a ieri contava 28 positivi. A comunicare l'intervento la Asl Roma 4, che ha avvisato le famiglie degli studenti con una circolare inviata dalla direzione dell’istituto, "molto buona l’adesione volontaria al test" informa l'azienda sanitaria. L'attenzione dell'Unità di Crisi è particolarmente rivolta verso le scuole di Roma e del resto del Lazio, dove ad una settimana dalla ripresa del nuovo anno, che ha visto gli studenti tornare in aula, sono già state diverse le classi chiuse e sanificate per casi di alunni positivi. "L'attenzione deve restare alta – continua Bartoletti – stiamo monitorando l'evoluzione dell'epidemia nelle scuole".

Mascherina obbligatoria a Latina

La mascherina è obbligatoria su tutto il territorio di Aprilia, in provincia di Latina, a qualunque ora, sia di giorno che di notte, fino al 15 ottobre 2020. Chi sarà sorpreso senza sarà costretto a pagare una multa di 100 euro. L'obbligo è stato disposto dal sindaco di Latina Damiano Coletta, in seguito al tavolo della sicurezza con il prefetto Maurizio Falco, il presidente della provincia Carlo Medici e Giorgio Casati, direttore generale della Asl di Latina. La disposizione, valida su tutto il territorio comunale, è stata adottata in seguito all'aumento dei casi di coronavirus, ieri a Latina sono stati quattro.