Tra il 17 e il 18 aprile tutti i pazienti onco-ematologici seguiti dagli ematologi del Centro di Ematologia del Policlinico Universitario “Umberto I” di Roma completeranno il percorso vaccinale con la seconda dose. Tra i pazienti ad alto rischio, coloro che sono affetti da tumori del sangue, cioè leucemie, linfomi e mieloma, sono circa 160mila in Italia. Per quanto riguarda quelli seguiti dalle equipe dell'istituto di Ematologia fondato dal professore Franco Mandelli e diretto attualmente dal professore Maurizio Martelli sono 1.435: di questi, 735 hanno già ricevuto la prima dose e tra sabato e domenica riceveranno il richiamo. Gli altri 700 concluderanno il ciclo vaccinale tra il 17 e il 18 aprile.

I pazienti vaccinati riceveranno una piantina fiorita dell'Ail

Tutto questo è stato possibile, fa sapere l'Umberto I, grazie al Piano vaccinale organizzato dalla Regione Lazio, "al primo posto nella velocità della somministrazione del vaccino a questa categoria ma, anche all’impegno dell’Umberto I, sempre in prima linea nella gestione e nella cura dei pazienti estremamente vulnerabili. Non ultimo, la fattiva collaborazione del personale sanitario, infermieristico ma anche tecnico-amministrativo della UOC di Ematologia che ha permesso una gestione efficiente di un numero così elevato di pazienti". Il ringraziamento va anche alla sezione romana dell'AIL, l'Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma, "che sarà presente anche in questa occasione per manifestare la vicinanza ai pazienti e ai loro familiari e, i volontari dell’Associazione omaggeranno tutti i pazienti vaccinati, una piccola piantina fiorita, simbolo di speranza e rinascita". Il 10 aprile si incontreranno Fabrizio d’Alba, Direttore Generale Policlinico Umberto I, Maurizio Martelli, Direttore UOC Ematologia Policlinico Umberto I e Maria Luisa Viganò, Presidente ROMAIL.

Ricordiamo che i pazienti considerati fragili non sono tutti quelli che hanno l'esenzione codice 048, che individua pazienti oncologici, ma solo coloro che sono attualmente sottoposti a terapia, che l'hanno conclusa da meno di un anno o che sono ancora immunodepressi.