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Femminicidio Federica Torzullo

Claudio Carlomagno stava per fuggire: ha provato a bruciare il corpo di Federica Torzullo e farlo a pezzi

L’ex marito di Federica Torzullo avrebbe provato a bruciare e fare a pezzi il cadavere della donna per occultarlo. Sarebbe anche stato pronto alla fuga.
A cura di Francesco Esposito
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Federica Torzullo.
Federica Torzullo.
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Claudio Carlomagno avrebbe provato bruciare e a fare a pezzi il corpo della ex moglie, Federica Torzullo, scomparsa l'8 gennaio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, e il cui cadavere è stato ritrovato ieri domenica 18 gennaio. In tal modo, come emerge dal decreto di fermo firmato dal pubblico ministero Gianluca Pignotti. Sembra che l'uomo, ora rinchiuso nel carcere di Civitavecchia, volesse disfarsi del corpo e renderlo irriconoscibile agli inquirenti. Inoltre, Carlomagno sarebbe stato pronto a fuggire e a far perdere le proprie tracce.

Il tentativo di occultamento di Carlomagno, però, non è riuscito del tutto. "Il corpo non è facile da riconoscere", ha dichiarato il procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori, che ha fornito alla stampa ulteriori dettagli del delitto. "Si è trattato di un omicidio violento. Oltre all'arma bianca è stato utilizzato anche un altro strumento. È stato un delitto efferato, con molta cattiveria e dolo d'impeto". Ulteriori dettagli potrebbero emergere dall'autopsia in programma per domani martedì 20 gennaio a Roma alle 14.30.

Carlomagno non ha risposto all'interrogatorio e sarebbe stato pronto a fuggire

Liguori ha parlato dopo aver lasciato il carcere, dove ha seguito l'interrogatorio dell'indagato per omicidio volontario. Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'atto istruttorio nel quale gli sono state contestate le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. "Una scelta difensiva rispettabilissima", ha aggiunto il procuratore Liguori.

La non collaborazione, però, ha contribuito al sospetto di un possibile piano di fuga. Il decreto di fermo parla di "un soggetto ormai privo di legami affettivi e professionali e deradicalizzato dal suo contesto abitativo, raggiunto dalla notizia del ritrovamento del corpo della vittima, sia in procinto di darsi alla fuga", si legge nel documento. "D’altra parte, la gravità dei fatti commessi e le condotte agite al fine di dissimulare le proprie condotte, evidenziano la capacità di organizzarsi e, quindi, potenzialmente anche la capacità di mettere in essere quanto utile a rendere effettiva la latitanza".

L'uomo sarebbe capace di influenzare testimonianze di terzi

Liguori è intervenuto anche sull'eventuale presenza di un complice: "Tutte ipotesi di lavoro che attendono che il mosaico si completi, all'esito vedremo se c'è stato un coinvolgimento di terzi".

Come fatto sapere dalla Procura di Civitavecchia, Carlomagno "è in grado di influenzare la raccolta della prova dichiarativa avendolo già fatto con una persona informata dei fatti". Anche per il timore che potesse inquinare le prove, infatti, è stato disposto il trasferimento in carcere. Ancora non è chiaro, però, a quale "persona informata sui fatti" facesse riferimento la nota stampa diramata nella sera di domenica 18.

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