Chi è Antonio Maria Rinaldi, il sovranista no euro che la Lega vuole candidato a sindaco di Roma

Si presenta come "orgogliosamente italiano" sui social Antonio Maria Rinaldi, il candidato proposto dalla Lega come sindaco di Roma per le elezioni amministrative del 2027. Mascherina tricolore nel taschino in epoca covid, selfie con Matteo Salvini (nella foto in basso) davanti agli alberi di Natale e foto al presepe per celebrare il Natale, nelle scorse settimane. Nelle prossime, invece, si aprirà la discussione con gli altri partiti di coalizione di centrodestra.

Chi è il docente di Economia eletto in Europa che Salvini vuole portare a Roma
Laureato in Economia alla Luiss alla fine degli anni Settanta, Antonio Maria Rinaldi è docente di Politica Economica presso la Link Campus University di Roma, dopo essere passato per l'università di Chieti-Pescara. Come si presenta lui stesso nella bio del sito Formiche, "Per le sue posizioni euroscettiche è considerato fra i riferimenti ideologici del Sovranismo italiano".
La sua posizione è stata approfondita, inoltre, da diversi libri che lo vedono come unico autore in cui appare molto critico con l'Euro e affronta la possibilità del fallimento della moneta unica. Da queste sue idee, Rinaldi ha fondato Alternativa per l'Italia (ApI), un movimento politico sovranista ed euroscettico che chiede la salvaguardia della Costituzione del 1948 e soprattutto l'uscita dell'Italia dall'Unione monetaria europea e che si ispira all'esperienza del partito tedesco Alternative für Deutschland. Il movimento, però, ha avuto vita breve, di appena tre anni: nato nel 2016, nel 2019 si scioglie. E Rinaldi approda alla Lega.
In quello stesso anno, proprio con il partito di Matteo Salvini, si candida nella circoscrizione Italia centrale alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo e, con 48.501 preferenze, viene eletto eurodeputato. i tratta del secondo candidato, subito dopo Matteo Salvini, con più preferenze.
Antonio Maria Rinaldi e le zone 30: "Ideologia urbana travestita da sicurezza"
Se da un lato si mostra scettico in Europa e critico con chi nell'Unione Europea svolge attività politica (in un articolo parla del presidente francese Emmanuel Macron paragonandolo al Marchese del Grillo), dall'altra parte appare critico anche su temi che riguardano non soltanto il nostro Paese, ma anche la stessa Roma nel particolare. Risale a pochi giorni fa un articolo in cui ne parla come di una misura ipocrita,"traffico già fermo a 20 km/h, produttività a rischio e un confronto con l’Europa che non regge".
"Non è una misura di sicurezza. Non è una politica ambientale – scrive Rinaldi – Ideologia urbana travestita da sicurezza". Una prima critica diretta all'attuale sindaco Gualtieri che, probabilmente, potrebbe non essere l'ultima.