Blitz alla mostra dell’artista Laika a Roma: tre incappucciati minacciano il gallerista e imbrattano le opere

Immagine
Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione alla mostra di Laika a Roma, minacciando e immobilizzando il gallerista e imbrattando tutte le opere con vernice nera.

Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione in una galleria d'arte di Roma, hanno minacciato e immobilizzato il gallerista e hanno imbrattato tutte le opere esposte. È successo nel tardo pomeriggio alla galleria Rosso20sette, dove è ospitata la mostra dell'artista e street artist Laika, "The Collapse of Democracy – States of Injustice, Chapter 2".

Il blitz alla mostra di Laika, sul posto le forze dell'ordine

Sul posto sono arrivate le forze dell'ordine, ma, stando a quanto si apprende, lo spazio espositivo è privo di telecamere di sicurezza utili per risalire all'identità dei tre autori del blitz. Sono presenti, però, telecamere sulla strada, che potrebbero quindi essere decisive per le indagini degli investigatori. Secondo le prime ricostruzioni, un passante, oltre allo stesso gallerista, avrebbe assistito alla scena.

Le opere imbrattate con vernice nera

Non è chiaro il movente del blitz, ma è possibile che sia legato ai temi della mostra dell'artista. Tra le opere esposte c'è il presidente americano Donald Trump raffigurato nudo in "The King Is Naked", una Tesla che brucia, la cantante Patti Smith che grida "Free Palestine", e Rosa Parks e Martin Luther King, simboli della lotta al razzismo. Tutte le opere, nessuna esclusa, sono state imbrattate con vernice nera.

La denuncia politica e sociale della mostra di Laika

Il tentativo di Laika, si legge nel testo di presentazione della mostra, "è di mettere lo spettatore di fronte a una questione quanto mai urgente: sono davvero questi i ‘valori occidentali' che dobbiamo assolutamente difendere? Non è forse necessaria una rivoluzione radicale per un futuro più sostenibile e fedele ai valori di democrazia e rispetto dei diritti umani?".

L’obiettivo della mostra, si legge ancora, "è chiaramente di denuncia e di critica dura, ma lascia anche un bagliore di speranza, attraverso l'omaggio ai movimenti e ai volti della società americana che hanno lottato per il cambiamento. Il progetto è, dunque, un atto d'immaginazione collettiva: far vedere agli altri, attraverso la street art, che un futuro diverso è possibile: senza razzismo, senza guerre e genocidi, senza oligarchi e re. Un futuro fatto di giustizia sociale, di diritti umani, di pace e di multipolarismo. È una questione di umanità".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views