Lavinia investita all’asilo, la sentenza in Cassazione che condanna la maestra: “Incidente prevedibile ed evitabile”

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza che hanno portato alla conferma della condanna in Cassazione per la maestra e titolare dell'asilo in cui è stata investita la piccola Lavinia Montebove nel 2018 che, da quel momento, è finita in stato vegetativo di semiconoscenza irreversibile. La bimba si trovava all'asilo quando, nell'agosto del 2018, ad appena 16 mesi, è stata investita da un'automobile ed è rimasta immobile come un fagottino rosa sull'asfalto.
A seguito del terribile incidente, la piccola è stata trasportata in ospedale dalla donna che l'ha investita, mamma di un suo compagno di scuola e dalla maestra. Sono state condannate entrambe: la donna che ha investito la bimba è stata condannata a un anno per lesioni colpose stradali gravi. La maestra, invece, ha fatto ricorso fino ad arrivare in Cassazione, dove i giudici hanno confermato la condanna pari a due anni e sei mesi di reclusione per lesioni personali colpose e abbandono di minore e alle spese processuali e alla refusione delle spese di difesa e rappresentanza sostenute dalle parti civili, che liquida in € 6380, oltre agli accessori di legge.
Soltanto oggi sono state pubblicate le motivazioni della sentenza, al termine di un lungo processo e i ricorsi dalla maestra, la numero 14539/2026 della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, che confermano la condanna alla titolare dell'asilo.
Le motivazioni della condanna alla maestra: "Incidente prevedibile ed evitabile"
"L'evento non solo era prevedibile ma anche evitabile attraverso un comportamento alternativo". È quanto si legge nel documento in cui sono riportate le motivazioni della sentenza della Cassazione con cui è stata confermata la condanna alla maestra. Il ricorso contestava la dinamica dell'incidente sostenendo che la bimba fosse invisibile per la donna che l'ha investita, ma la Cassazione ha confermato l'impianto accusatorio basandosi su criteri di prevedibilità ed evitabilità e del principio di affidamento temperato.
Nel primo caso, la manovra d'ingresso nel parcheggio dell'asilo dell'automobile è stata ritenuta non conforme alle regole cautelari: una svolta più ampia, all'interno dell'area frequentata da bambini, avrebbe permesso di avvistare la piccola. Nel secondo caso, per il principio di affidamento temperato, la Corte ha ribadito che la maestra è stata responsabile anche per il comportamento imprudente altrui, come la bambina che sfugge alla vigilanza, purché tale comportamento rientri nel limite della prevedibilità.
L'abbandono di minori: "Non sussisteva lo stato di necessità"
La maestra, come riporta il documento, è stata condannata anche per abbandono di minori per aver lasciato soli gli altri bambini della struttura nel periodo in cui soccorrere la piccola investita. La Corte ha respinto le tesi difensive per l'insussistenza dello stato di necessità. Secondo la Cassazione tale discriminante non è applicabile in questo caso poiché il pericolo è stato causato dalla condotta colposa dell'agente stesso, cioè la mancata vigilanza iniziale e in altre circostanze quello stesso pericolo sarebbe stato evitabile chiamando immediatamente i soccorsi del 118 e affidando la bambina agli operatori sanitari invece di allontanarsi personalmente lasciando i minori incustoditi. Nel frattempo, la mamma della piccola era stata chiamata al telefono dalla maestra: "Ricordo tutto come se fosse ieri. Ho preso le chiavi della macchina e sono corsa all'ospedale da mia figlia", ha spiegato Lara Liotta, la mamma di Lavinia, a Fanpage.it.
In questo frangente, inoltre, è in corso un altro processo collaterale per falsa testimonianza che vede imputata un'amica della maestra. Nel reato di abbandono, inoltre, è integrato anche il "dolo eventuale": la maestra, pur essendosi rappresentata la possibilità che i bambini rimasti soli corressero un rischio, ha accettato il rischio e ha lasciato la struttura.
La sentenza della Cassazione e la condanna alla maestra
Con la sentenza, la Suprema Corte ha stabilito che la maestra non ha adottato le cautele necessarie prima dell'evento, cioè la vigilanza nel parcheggio, né dopo, nella gestione dell'emergenza ad incidente già avvenuto, quando ha lasciato gli altri minori all'asilo, fra cui il fratellino della bimba, per trasportare lei in ospedale. La pena è stata valutata, infine, in base ad altri parametri fra cui la gravità del danno neurologico permanente accertato e gravissimo alla piccola Lavinia e la gestione carente della sicurezza e della vigilanza della struttura.
I giudici, inoltre, hanno negato le attenuanti generiche nonostante si trattasse di una persona incensurata: la sola incensuratezza non è stata ritenuta sufficiente per concedere sconti di pena.