Benzinaio ucciso ad Ardea per 500 euro, chiesto ergastolo per il killer 19enne di Nahid Miah

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Il benzinaio Nahid Miah con la moglie Rita.
La rapina ad Ardea alla pompa di benzina e l’accoltellamento. Poi la morte del benzinaio 35enne: chiesto l’ergastolo per Marco Adamo, il killer 19enne di Nahid Miah.

Nahid Miah aveva 35 anni e gestiva una stazione di servizio a Tor San Lorenzo, frazione balneare di Ardea, quando si è trovato davanti Marco Adamo, un giovane di 19 anni armato di coltello pronto a rapinarlo del portafogli che conteneva l'incasso della giornata, circa 570 euro. Il trentacinquenne ha opposto resistenza ed è nata una colluttazione. È stato durante lo scontro che il diciannovenne ha estratto il coltello e ha inferto un colpo al benzinaio, ferendolo vicino al cuore. La lesione si è rivelata fatale. E l'uomo ha perso la vita.

Per quanto accaduto in quella terribile giornata del 27 maggio 2025 il diciannovenne è stato accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rapina. Ieri nei suoi confronti la Procura ha chiesto l'ergastolo.

Uccide a coltellate benzinaio a Tor San Lorenzo: cosa è successo

I fatti si sono verificati a fine maggio, nell'area di servizio della compagnia Toil in via delle Pinete. Il diciannovenne è arrivato in sella alla moto e con indossando il casco. Ha aggredito subito Miah e preteso l'incasso della giornata. Poi si è arrivati allo scontro. Il giovane ha estratto il coltello e ha colpito il benzianio. Poi è scappato con il bottino da 570 euro. I soldi sono stati bruciati poco dopo, nella speranza di eliminare ogni traccia del colpo.

Le indagini e la confessione

Un tentativo che non è bastato a evitargli le conseguenze del gesto. Le indagini, infatti, sono riuscite a ricostruire i fatti e hanno portato gli inquirenti al giovane. Nel corso degli accertamenti sono state passate al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza della zona e della pompa di benzina stessa che confermano quanto accaduto: dalla rapina al tragico accoltellamento. Confrontando, inoltre, il percorso della moto del giovane con i dati delle celle telefoniche di Adamo è stato possibile identificarlo con chiarezza e poi arrestarlo: si stava nascondendo a Latina. In sede di interrogatorio, infine, è stato lo stesso diciannovenne a confessare l'omicidio. "Ho scoperto della sua morte sul web – ha fatto sapere fra le lacrime – Non volevo ucciderlo".

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