Banda della minicar, gli interrogatori dei due ragazzi: “Abbiamo copiato video di TikTok. Vittime scelte a caso”

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I due minori hanno raccontato ai pm della procura dei minorenni di Roma di aver imitato video visti su TikTok. “Abbiamo sbagliato, non finiremo mai di scontare questa pena”.

Oltre tre ore di interrogatorio per i due ragazzi di 17 e 16 anni della ‘banda della minicar'. Nelle stanze del Tribunale dei minorenni di Roma hanno risposto alle domande del pubblico ministero e, ancora una volta, hanno chiesto scusa. "Non finiremo mai di scontare questa pena. Abbiamo sbagliato", hanno detto fra le lacrime messi davanti agli episodi contestati. Quattro quelli ritenuti da approfondire secondo i pm – fra cui il grave ferimento dell'attore Davide Iacopini -, ma almeno sei quelli denunciati. Sentiti separatamente, le loro versioni sono pressoché identiche. E su cosa li abbia spinti ad aggredire passanti fra i quartieri di Monteverde e Testaccio? "L’abbiamo visto fare su TikTok – ha risposto il 16enne –. Ci sono questi video dove ci sono persone che danno spintoni a passanti scelti a caso. Nessuno si faceva niente. Credevamo che avrebbe funzionato anche per noi".

Gli interrogatori dei due ragazzi: "Non abbiamo capito di aver fatto male a Iacopini"

Il primo a essere interrogato è stato il 17enne, di Monteverde, figlio di un carabiniere. Lui, proprietario della macchinetta a cui aveva fatto installare alettone, adesivi e altre modifiche, era alla guida del mezzo. Come riporta il Corriere della Sera, il ragazzo è stato accompagnato dal padre militare. Ha negato due delle aggressioni e ha raccontato l'ansia e la paura dei giorni precedenti alla denuncia. Poi è stato il turno dell' amico 16enne, che stava sul sedile del passeggero e che avrebbe, fra le altre cose, tolto la mano di Iacopini dal manubrio del monopattino elettrico facendolo cadere a terra e sbattere la testa.

Proprio il più giovane, che è stato accompagnato dalla madre, ha parlato di più e ha raccontato i dettagli di quei giri di notte per "divertirsi", come riferito la prima volta che sono stati sentiti dai pm. "Abbiamo visto Iacopini in monopattino, ho allungato un braccio dal finestrino e gli ho fatto perdere l’equilibrio. "Non ho capito di aver fatto male all’attore. Quando sono risalito sull’auto ero tranquillo, ero certo che stesse bene. Se io o il mio amico ci fossimo accorti che stava male non avremmo proseguito a girare per Monteverde. Quando abbiamo letto di quello che gli era successo non sapevamo cosa fare", ha raccontato. Invece, i due, assistiti dai legali Pasquale Connatelli e Lavinia Felisso, sono accusati di lesioni aggravate, percosse in concorso e per il tentato omicidio di Iacopini, sottoposto a due interventi neurochirurgici per un grave trauma cranico e ancora nel reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale San Camillo

"Lo abbiamo fatto perché abbiamo visto video su TikTok"

Proprio dal 16enne, già conosciuto nel quartiere di Testaccio per alcune aggressioni, è arrivata la risposta alla domanda "Perché lo avete fatto?" rivolta dal pm. Il tentativo di imitare un trend visto su TikTok. Centinaia di video dove persone spingono passanti a caso e vanno via. "Chi di voi due li ha visti prima?", ha aggiunto il pubblico ministero. "Forse io, ma potrei sbagliarmi. Poco importa, perché abbiamo fatto e deciso tutto insieme. Lui guidava e io agivo. Le persone aggredite le abbiamo scelte a caso". Nessuno schema e neanche premeditazione. "Quelle sere siamo usciti per stare insieme e parlare. Quello che è successo non era programmato e non abbiamo voluto festeggiare così il mio compleanno", ha aggiunto il ragazzo, che si è presentato impaurito al magistrato. "Comunque siamo responsabili solo di quattro aggressioni". Due sarebbero arrivate dopo il ferimento di Iacopini. "Ho provato a nascondere tutto. Ma piangevo in continuazione e stavo per esplodere", ha concluso il 16enne.

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