"Quando io ho girato qui non c'era niente, tutti i palazzi erano in costruzione, sembrava una scena di Mamma Roma di Pasolini. Oggi le periferie sono cambiate, delle cose sicuramente sono migliorate, è difficile trovare scorci che diano quelle emozioni. Oggi non sarebbe possibile ripetere ‘Un sacco bello', è cambiata la storia. Oggi Enzo va a Ibizia con altri cento tutti uguali a lui, stessi tatuaggi e stessi capelli". Così Carlo Verdone al ‘Palo della morte' di Vigne Nuove, alla periferia Nord-Est di Roma, dove ieri è stata scoperta una targa che ricorda la scena cult del film ‘Un Sacco Bello' che compie 40 anni. Una pellicola d'esordio eccezionale ed originale, con le musiche composte da Ennio Morricone e un'interpretazione indimenticabile di Mario Brega.

L'iniziativa organizzata dal III Municipio di Roma su proposta dell'assessore alla cultura Christian Raimo e del presidente Giovanni Caudo. "Questa targa la dedico a tutti voi, a questo quartiere – ha detto Verdone – quella scena girata qui ha avuto tanta poesia. Perché oltre che risate c'era poesia, un pizzico di malinconia e anche molta follia. Ve lo dedico con tutto il cuore". Bagno di folla per l'attore che, insieme a Renato Scarpa, ha ricordato il suo primo film, quello che lo ha subito consacrato al successo. C'è chi gli urla ‘sindaco di Roma', chi lo propone come ‘ottavo Re di Roma'. A tutti Verdone, visibilmente commosso, risponde come avrebbe fatto Ruggiero, un altro personaggio di ‘Un Sacco Bello': "Love, love, love".

"Magari me viene er Covid, lo sdereno co' 10 minuti", esorcizza così la sua proverbiale ipocondria Verdone, tirando fuori lo spirito di bullo di Enzo di ‘Un Sacco Bello'. Nella scena cult è proprio Enzo (Verdone) che dava appuntamento ‘Al Palo della Morte' a Sergio (Scarpa) prima del suo viaggio verso Cracovia in macchina. La festa si è poi spostata all'arena cinematografica di Talenti Village dove è stato proiettato il film.