Alessia Sbal travolta e uccisa sul Raccordo, le motivazioni della sentenza: “Il camionista sapeva, ma non si fermò”
Il camionista che ha travolto e ucciso Alessia Sbal era consapevole, ma non si è fermato. Sono queste le conclusioni alle quali sono arrivati i giudici, che hanno condannato Flavio Focassati a otto anni di reclusione in via definitiva per omicidio stradale aggravato dalla fuga e per omissione di soccorso. L'incidente è avvenuto all'altezza del chilometro 2,600 del Grande Raccordo Anulare di Roma, in carreggiata interna, nel tratto compreso tra lo svincolo dell'Aurelia e quello di via Boccea, il 4 dicembre del 2022. Focassati, scrivono i giudici della quarta Sezione penale della Corte di Cassazione, "aveva percepito l'investimento e aveva deliberatamente proseguito la marcia". Focassati è anche ritenuto colpevole di omissione di soccorso, perché scappando non si è fermato a verificare le condizioni di salute della donna, né ha chiamato i soccorsi.
Quando Alessia Sbal, quarantadue anni, è morta nell'investimento sul Grande Raccordo Anulare di Roma erano circa le ore 20.30. Focassati e Sbal si sono fermati in un'area dedicata alla sosta d'emergenza nei pressi dello svincolo per Casalotti, perché tra i loro veicoli si erano urtati. Focassati ad un certo punto è risalito sul camion e ha ripreso la marcia travolgendo la donna, per poi scappare.
Il cinquantunenne ha dichiarato di non essersi accorto di aver investito Sbal, ma per i giudici "il sobbalzo del rimorchio, ritenuto percepibile alla luce delle caratteristiche del mezzo e della complessiva dinamica, la prosecuzione della marcia per circa diciotto chilometri, i ripetuti segnali provenienti dall'autovettura che seguiva il mezzo, le dichiarazioni non veritiere rese agli agenti e la persistente omissione di ogni verifica non sono razionalmente conciliabili con l'asserita inconsapevolezza dell'investimento", scrivono i giudici, come riporta Il Messaggero.
Inoltre, per la posizione in cui si trovava la vittima sulla strada, il camionista avrebbe chiaramente potuto vederla dagli specchietti retrovisori. Il camionista però non si è fermato, nonostante alcuni automobilisti lo abbiano inseguito, ed è stato necessario l'intervento della polizia stradale, che lo ha bloccato all'altezza del chilometro 18.
I giudici hanno invece escluso il concorso di colpa da parte di Sbal, in quanto non esiste alcun elemento che provi il fatto di aver contribuito all'incidente. Non era infatti né ubriaca né aveva assunto sostanze stupefacenti che potessero averne alterato lo stato psicofisico. Per tutti questi motivi Focassati è stato condannato a otto anni di reclusione senza sconti di pena.