Officina abusiva trasformata in base dello spaccio a Velletri: trovata una pistola nascosta in una penna
Un’officina abusiva usata come base per conservare e distribuire cocaina, hashish e marijuana, una rete di consegne che si articolava tra Velletri, Lariano e il nord della provincia di Latina. È il quadro ricostruito dai carabinieri di Velletri in un’indagine che questa mattina, mercoledì 7 ottobre, ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di spaccio, rapina ed estorsione. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Velletri su richiesta della procura. Per cinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri cinque gli arresti domiciliari. Altri cinque sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e di presentarsi periodicamente in caserma.
L’officina abusiva trasformata nella base dello spaccio
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il gruppo avrebbe organizzato un’attività di spaccio stabile che riforniva i comuni fra il sud della provincia di Roma e il nord pontino. L'organizzazione sarebbe anche strutturata con compiti distribuiti fra i vari componenti. Alcuni si sarebbero occupati di parlare con i clienti e organizzare gli appuntamenti, mentre altri avrebbero materialmente effettuato le consegne e gestito gli spostamenti della droga. Il centro dell’attività sarebbe stato proprio un’officina abusiva, utilizzata non soltanto per nascondere cocaina, hashish e marijuana, ma anche come punto da cui coordinare le vendite. Le dosi, secondo gli investigatori, venivano poi portate direttamente agli acquirenti da persone incaricate delle consegne.
Ricostruita anche la rete dei fornitori
L’indagine non si è fermata alle persone che avrebbero gestito lo spaccio. I carabinieri sostengono di essere riusciti a ricostruire anche la rete attraverso la quale il gruppo si procurava la droga. Gli accertamenti avrebbero individuato altri trafficanti attivi nella stessa zona, dai quali gli indagati si sarebbero riforniti con regolarità. Gli investigatori hanno così ricostruito collegamenti, contatti e canali di approvvigionamento dello stupefacente. Nel corso dell’intera attività investigativa sono già stati eseguiti nove arresti in flagranza, oltre a diverse denunce. Numerose persone sono state inoltre segnalate come consumatori di sostanze stupefacenti.
La pistola nascosta dentro una penna
Durante le operazioni i carabinieri hanno sequestrato complessivamente oltre mezzo chilo di droga tra sostanze di diverso tipo. Tra i ritrovamenti più insoliti c’è però una cosiddetta ‘pen gun': un congegno artigianale dalle dimensioni ridotte e che all'apparenza sembra una normale penna, costruito in modo da poter esplodere un singolo colpo calibro 9×21. Insieme all’arma sono state trovate anche centinaia di cartucce e proiettili. Secondo l’accusa, le 17 persone raggiunte dall’ordinanza avrebbero avuto ruoli diversi all’interno della rete. Le contestazioni vanno dalla detenzione e cessione di droga fino, per alcuni degli indagati, alle ipotesi di rapina ed estorsione.