Alessandro Giannetti finito con l’auto nell’Aniene: ipotesi incidente, si cerca a Ponte Mammolo

Oggi riprenderanno le ricerche del corpo di Alessandro Giannetti, il trentunenne scomparso l'8 febbraio da Tivoli vicino Roma. Ieri c'è stata la cabina di regia in Prefettura con le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, il sindaco Marco Innocenzi, i volontari della protezione civile e dell'associazione Penelope Lazio, che si occupa di fornire sostegno e aiuto ai famigliari delle persone scomparse. Una riunione nel corso della quale si è fatto il punto della situazione e stabilito come proseguire le ricerche. Con il meteo favorevole, questa mattina le operazioni ripartono. Mercoledì scorso i sommozzatori hanno recuperato l'auto di Giannetti a circa sei metri di profondità, da giorni finita nel fiume, era vuota.
Ipotesi incidente
Sulla scomparsa di Alessandro Giannetti l'ipotesi maggiormente accreditata al momento è che abbia avuto un incidente e sia finito con l'auto nell'Aniene. A farlo pensare sarebbero la targa, il paraurti della sua Volkswagen trovati sugli argini insieme a delle tracce di pneumatici, che conducono prima contro un albero e poi verso il fiume. La mattina di domenica 8 febbraio Alessandro aveva finito di lavorare in un ristorante della zona e si era messo in macchina.
Ricerche a ridosso dell'Aniene fino a Ponte Mammolo
Questa mattina vigili del fuoco, forze dell'ordine torneranno sull'Aniene a Tivoli, per cercare il corpo di Alessandro Giannetti. Si riparte dal punto in cui è stata trovata ed estratta la macchina. I soccorritori perlustreranno il fiume sui gommoni e setacceranno il territorio lungo gli argini, da Ponte Lucano fino a Ponte Mammolo, dove si pensa possa trovarsi impigliato tra la vegetazione. Una delle ipotesi infatti è che Alessandro nell'urto dell'auto caduta nel fiume sia stato sbalzato fuori attraverso un finestrino o una portiera, poi trasportato dalla corrente.