Accoltellato dopo una lite sulla spazzatura, la versione del killer: “Aveva aggredito la mia ragazza e sua madre”

Dopo l'omicidio di Luca Di Vito, il 57enne ucciso con un coltellata alla gola nella sera di martedì 2 giugno in via Villastellone, zona Casal del Marmo, arriva una ricostruzione informale del presunto assassino, il 18enne Esneider Yonier Ramirez Ariza: "Se la stava prendendo con la mia fidanzata e mia suocera. Gli ho detto di prendersela con me. Ho avuto paura". Una versione su cui starebbero indagando gli agenti della squadra mobile intervenuti sul posto. Il giovane, quindi, sosterrebbe di aver reagito a un'aggressione da parte di Di Vito, non di aver attaccato per primo. La discussione tra i due, prima di sfociare nell'uccisione della vittima, sarebbe iniziata sotto casa di quest'ultima in seguito ai richiami verbali del 57enne, arrabbiato perché il ragazzo era solito buttare la spazzatura nei secchioni davanti il cancello della sua abitazione.
Le frequenti liti per la spazzatura davanti casa
Sul racconto del 18enne, riportato da Repubblica, è attualmente al lavoro la polizia, per verificare se ci siano riscontri. Gli aspetti da chiarire sono tanti, a cominciare dalla dinamica esatta dell'omicidio. Tutto è nato da una lite per i sacchi della spazzatura abbandonati davanti la casa in cui abitava Di Vito. Discussioni simili tra il 57enne — con precedenti penali per droga e altri reati — e Ramirez non erano nuove, tutte legate a questo stesso motivo. Tanto che l'uomo aveva appeso un cartello scritto a mano sul cancello della sua abitazione: "Non buttate la vostra spazzatura nei nostri secchi".
Una discussione degenerata rapidamente
Quella sera però la discussione, già accesa a distanza con Di Vito sul balcone di casa sua e il ragazzo giù in strada, sarebbe degenerata ulteriormente quando Ramirez avrebbe gridato: "Scendi qui se hai le p**le". L'uomo a quel punto sarebbe sceso, nonostante il ragazzo se ne fosse tornato nella casa in cui viveva con la fidanzata e la madre di questa: "Ho visto Luca arrivare con una spranga o un bastone. Stava con la fidanzata", ha riferito Angela, vicina di casa di entrambi, che prosegue: "Lui urlava: ‘Ti sfondo'. La compagna minacciava dicendo ‘Adesso faccio venire i Casamonica‘".
La fidanzata di Ramirez: "Ci stavano aggredendo"
La colluttazione che è seguita da quel momento in poi avrebbe portato al tragico epilogo: "Si prendevano per i capelli". È in quel momento che Ramirez ha impugnato il coltell, prima di spalancare la porta e scagliarsi su Di Vito, copendolo alla gola. Quando la polizia è arrivata sul posto, il ragazzo non ha opposto resistenza. In un post sui suoi social, la fidanzata ha confermato quella versione: "Stavano aggredendo me e mia madre. Sono venuti a prenderci a schiaffi. Ma non giustifico quello che ha fatto il mio ragazzo", si legge nel testo.
La versione del fratello della vittima
Diversi residenti dicono di aver avuto in passato diverbi con il 57enne. Come riportato da Fanpage.it, il fratello Roberto di contro ha dichiarato che "è morto nel periodo più tranquillo della sua vita. Ha fatto di tutto, è sempre stato un casinista. Poi si era calmato, aveva una compagna. Pensiamo che mio fratello fosse andato sicuramente a chiarirsi con i genitori del ragazzo, altrimenti non si sarebbe mai presentato lì. Non era uno sprovveduto. Quel ragazzo lo ha colpito per ucciderlo. Lui non se lo aspettava", ha constatato con amarezza.