A Roma fino a 11 gradi di differenza tra un quartiere e l’altro: la mappa del caldo che divide la città
A Roma fa caldo, molto, ma non allo stesso modo in tutta la città. Cementificazione, presenza di aree verdi, vicinanza a specchi d'acqua possono influire sui termometri facendo registrare differenze di temperature anche di 11 gradi fra un quartiere e l'altro. È quanto viene fuori da uno studio a cura di Keti Lelo, Salvatore Monni, Federico Tomassi pubblicato da Mapparoma. Una ricerca da cui emerge anche come il caldo e il fenomeno dell'isola di calore urbana s'intreccino con altri fattori di disagio e vulnerabilità.
I quartieri di Roma con le giornate più calde
È fra i palazzoni della periferia Est, sia dentro che fuori il Grande Raccordo Anulare, che l'afa si fa sentire di più di giorno. Lo studio parte dai dati raccolti dal sensore satellitare MODIS della NASA nel corso della forte ondata di calore che ha colpito Roma e non solo dal 17 al 21 luglio 2026. Fra le 155 zone urbanistiche – da poco sostituite dai quartieri – tra le 10 e le 11 di mattina la temperatura più alta è stata registrata a Casetta Mistica: 37,9 °C. È stato però il giorno prima quello che ha fatto segnare la temperatura media cittadina più alta: 35,6 gradi. Il 18 luglio, anche se non nelle ore più calde della giornata, tutta la periferia orientale della Capitale ha si è surriscaldata fino a superare i 37 gradi. Oltre a Casetta Mattei, aree come Torre Maura, Torre Angela, Tor Tre Teste, Romanina e Casilino hanno raggiunto livelli di calore a dri poco inospitali.
Quali le zone più fresche
A registrare temperature più gradevoli, o meglio meno proibitive, sono state, invece aree rurali o vicine al mare e altri specchi d'acqua come Martignano, affacciata sull'omonimo lago, Castel Fusano, Castel Porziano e la zona sud di Ostia. È infatti il Municipio X a registrare il primato per il più fresco della città nel corso della giornata più calda. Paradossalmente, però, qui si sono registrate le temperature più elevate nel corso della giornata meno torrida, quella del 21 luglio. Un dato che potrebbe essere stato condizionato dall'incendio divampato nella pineta di Castel Fusano.
Dove fa più caldo di notte
Di notte, però, la mappa del caldo romano cambia. Quando il sole tramonta, il centro storico e la città più prossima continuano a restituire il calore assorbito durante il giorno: cemento, asfalto e palazzi fitti funzionano quasi come una batteria che trattiene l’energia accumulata. Così, mentre nelle zone più esterne l’aria comincia a rinfrescarsi, nei quartieri a ridosso del centro il caldo resta intrappolato tra strade e facciate. Fra le 21 e le 22, le zone intorno alla Sapienza, Casal Bertone e Verano arrivano a 28,7 gradi, San Lorenzo, Nomentano e Tuscolano nord a 28,6. Basta spostarsi verso aree più verdi e meno costruite perché il quadro cambi: a Castel Romano si scende a 23,2 gradi, a Porta Medaglia a 23,5. Nella stessa notte, insomma, tra una parte e l’altra di Roma possono esserci più di 5 gradi di differenza. A influire sull'afa serale e il sempre più massiccio verificarsi di notti tropicali (sopra i 25 gradi) è l'impermeabilizzazione del suolo, la densità delle costruzioni e la scarsità di vegetazione che impediscono alla terra di raffreddarsi.
Il fenomeno delle isole di calore a Roma
Questa estate è diventato un tormentone, oltre al caldo, anche il fenomeno dell'isola di calore, "ovvero la formazione di microclimi all’interno delle aree urbane, che causano l’aumento delle temperature rispetto alle zone rurali limitrofe", scrivono Lelo, Monni e Tomassi. Per capire dove questo fenomeno incida di più, lo studio confronta le temperature dei diversi quartieri con quelle registrate nella stazione rurale di Fiumicino, utilizzata come standard anche da molti servizi di previsioni meteo. Di giorno il divario si fa sentire soprattutto nelle zone centrali e nella periferia est: a Casetta Mistica, per esempio, il termometro arriva a segnare quasi 4,5 gradi in più rispetto a Fiumicino. Dopo il tramonto, invece, il cuore più caldo si sposta verso i quartieri semicentrali. Università, Casal Bertone e Verano restano oltre 3,2 gradi sopra il riferimento rurale, mentre nelle aree più verdi e ai margini della città succede l’opposto: a Castel Romano la temperatura può scendere fino a 2,2 gradi sotto quella di Fiumicino. In pratica, la stessa Roma può comportarsi come tante città diverse a seconda dell’ora e del quartiere.
Notti più calde dove la città è più densa
Il caldo notturno, secondo lo studio, segue da vicino la forma stessa della città. Dove ci sono più cemento, edifici e abitanti, le temperature tendono a restare più alte anche dopo il tramonto. Il legame più forte è con il consumo di suolo, seguito dalla densità abitativa. Il fenomeno cresce anche nei quartieri con valori immobiliari più elevati, come Nomentano e centro storico, e con una maggiore presenza di anziani, una fascia della popolazione esposta in modo particolare agli effetti delle alte temperature.
Quindi di notte il caldo non si concentra per forza nelle zone economicamente più fragili. Anzi, i dati sulle temperature serali e quelli sul disagio sono in controtendenza. Il motivo è che le aree che trattengono più calore dopo il tramonto coincidono spesso con la città più densa e consolidata, che in molti casi è anche più ricca.
Il caldo, fattore di diseguaglianza economica
Il quadro cambia però se si guarda alla vulnerabilità complessiva e, soprattutto, al giorno. Nelle periferie orientali, come Tor Bella Monaca, Torre Angela, Quarticciolo e Alessandrino, il problema non è tanto il picco notturno quanto la somma di più fragilità: temperature diurne molto alte, redditi bassi, case sovraffollate, poco verde e servizi più lontani. "Il costo necessario per difendersi dalle temperature estreme, climatizzare la casa, migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione o semplicemente sostenere bollette elettriche più elevate, rischia quindi di trasformare anche il caldo in un fattore di disuguaglianza economica, connesso al fenomeno della ‘povertà energetica'", scrivono i ricercatori.
Come intervenire, quindi, qui dove caldo e fragilità si sovrappongono? Le possibili risposte passano da più alberi e superfici permeabili, meno consumo di suolo e edifici più efficienti dal punto di vista energetico. Non soltanto per abbassare le temperature, ma anche per ridurre il peso che il caldo scarica sulle famiglie più vulnerabili.