Sale la tensione tra l’Italia e l’Egitto sul caso Regeni. Dopo la dura presa di posizione del presidente della Camera, Roberto Fico, nei confronti del Cairo, è il Parlamento egiziano a replicare disapprovando quella che definisce una “posizione ingiustificata”. “Le azioni unilaterali – si legge in una nota del Parlamento egiziano –. Lo Stato egiziano ha interesse nel rivelare i dettagli di quanto accaduto a Giulio Regeni considerando che la morte è avvenuta sul proprio territorio, come confermato a tutti i livelli e anche dal presidente del Parlamento, Ali Abdel Aal, a Fico durante i loro incontri al Cairo e a Roma”.

Ieri Fico aveva annunciato la sospensione di ogni tipo di relazione diplomatica con il Parlamento egiziano da parte di Montecitorio, fino a quando “non ci sarà una svolta vera nelle indagini e un processo che sia risolutivo”. Conseguenza degli sviluppi di queste ore è la convocazione da parte del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, dell’ambasciatore egiziano, Hisham Badr, per sollecitare una rapida azione in merito alla morte di Giulio Regeni. Badr ha assicurato che “l’impegno del suo governo per fare luce sul caso non può essere messo in discussione, che la collaborazione giudiziaria deve assolutamente continuare e che è intenzione delle autorità egiziane proseguire le indagini nonostante le difficoltà riscontrate”.

Sul caso è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Buenos Aires, dove si trova per il G20, interloquendo inoltre con i partner europei per le trattative sulla legge di bilancio italiana e la possibile procedura d’infrazione europea. Parlando della questione egiziana, Conte spiega: “Io non ho parlato con la procura di Roma, non appena tornerò ci confronteremo e il governo assumerà le sue decisioni. Tutte le volte che abbiamo parlato con il presidente Al Sisi mi ha sempre assicurato la sua determinazione a raggiungere la verità sul caso Regeni, abbiamo condiviso la necessità che si arrivi presto ad una chiaro accertamento dei fatti”.