Il sottosegretario ai Trasporti in quota Lega, Armando Siri, punta a destinare i soldi del reddito di cittadinanza alla formazione aziendale. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Siri spiega: "Bisogna destinare le risorse ai beneficiari tramite la formazione aziendale. Aggiungo che in attesa della riforma dei centri per l’impiego si potrebbe coinvolgere l’Inps per incrociare beneficiari e imprese che si offrono di erogare la formazione. I centri per l’impiego al momento non sono pronti mentre l’Inps già oggi eroga il Reddito di inclusione (Rei), ha le liste degli aventi diritto".

Non è la prima volta che il consigliere economico della Lega propone di destinare i 9 miliardi stanziati per il reddito di cittadinanza alle imprese. La scorsa settimana, nell'ambito di un'intervista al Sole 24 Ore, ha spiegato: "Dobbiamo coinvolgere di più il mondo produttivo ed evitare che il sussidio si possa tramutare in una misura assistenziale" e bisogna "erogare il reddito di cittadinanza direttamente all’azienda che si occuperà di formare e riqualificare il disoccupato. Sostanzialmente, l’impresa agirà da sostituto d’imposta, versando l’equivalente all’interessato. Che, al termine del periodo di formazione-lavoro, potrà essere assunto dalla stessa impresa, oppure mettersi sul mercato con un bagaglio di competenze aggiornato”.

Proseguendo, Siri parla della legge di bilancio e smentisce l'indiscrezione relativa a una rimodulazione della riforma pensionistica "quota 100": "Non c’è alcuna rimodulazione su quota 100. Quello che posso dire è: quota 100 si fa e troveremo la formula migliore per rispondere sia alle tante persone in legittima attesa di andare in pensione che alle esigenze di finanza pubblica. Per quanto riguarda la manovra io credo sia indispensabile restare sul merito e sui contenuti. Perché fino ad ora la manovra è stata giudicata troppo sui saldi e troppo poco sui contenuti. Noi abbiamo in manovra 16 miliardi di investimenti, 2,5 miliardi per l’edilizia ospedaliera, abbiamo ridotto del 40% l’Imu sui capannoni e destinato 750 milioni di euro per le Province, che erano rimaste con le incombenze ma senza quattrini. Credo che a Bruxelles di questo si dovrà tenere conto".