Presidente del Consiglio

Lunedì si terrà l'udienza preliminare del processo Mediatrade e in aula ci sarà anche l'imputato più atteso: si tratta ovviamente di Silvio Berlusconi. Ad annunciarlo è Piero Longo, uno dei suoi legali, che ha rivelato: "Al momento il Presidente del Consiglio ha in programma di essere in aula lunedì prossimo". Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, non vi è l'assoluta certezza che il Cavaliere sia presente.

Il professor Longo ha infatti ricordato che non sono da escludere impegni improvvisi del suo assistito, considerando l'importante ruolo istituzionale che ricopre. E in questo momento caldissimo sia sul fronte nazionale che su quello internazionale è tutt'altro che remota la possibilità di un repentino cambio di programma. Per Longo: "In questo momento infatti c'è da tener presente che il capo del governo, tra le varie questioni di rilevanza che sta affrontando, c'è quella del contrasto con la Lega riguardo alla guerra in Libia". Insomma se lunedì  Berlusconi sarà in aula lo scopriremo, come al solito, solamente poco prima dell'udienza.

Il processo Mediatrade vede il capo del governo accusato di appropriazione indebita e frode fiscale. Insieme a lui risultano imputate altre 10 persone, tra le quali anche il figlio Piersilvio e Fedele Confalonieri. L'accusa intende far luce sull' oscura vicenda che riguarda la compravendita di diritti televisivi da parte del gruppo Mediaset: secondo la ricostruzione del pubblico ministero Fabio De Pasquale, Silvio Berlusconi, assieme all’imprenditore Farouk Agrama, avrebbe contribuito a gonfiare i prezzi dei diritti televisivi e cinematografici e lo avrebbe fatto anche da Presidente del Consiglio.

Il Cavaliere s'è sempre detto estraneo alle accuse in questione, ribadendo di non essersi mai occupato di diritti televisivi dalla sua discesa in campo e ricordando che i suoi legali hanno più volte smontato le accuse dei magistrati, rei a suo dire di aver speso oltre 20 milioni per perseguitarlo. Insomma lunedì vedremo se ci sarà altra carne al fuoco e se, come è successo in altre occasioni, l'eventuale presenza di Berlusconi in aula scatenerà fuori dal Palazzo di Giustizia le coreografie dei suoi sostenitori e dei suoi detrattori.