"La manovra finanziaria ha un'anima. Il governo ancora no. E se non la trova rischia. Tra tweet, post e rivendicazioni puo' finire come nel film Wargames, giochi di guerra. Alla fine non ci sono vincitori. In questo caso ce ne sarebbe uno ma non dentro la maggioranza: Salvini". Così il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, avverte sulla tenuta del governo. E nonostante la fiducia nella coalizione gialloross, il leader dem sa bene che "non si può governare insieme da avversari". In un'intervista a Repubblica, Zingareti spiega: "Alleati è un concetto diverso. Dico di più: chi esercita il potere, cioè occupa posti di responsabilità, scrive leggi e fa le nomine, deve sentire il compito etico di portare avanti un progetto comune. È tutto il contrario, questo, delle alchimie politiche e delle alleanze"

Zingaretti riconosce i risultati ottenuti dall'esecutivo, ma sottolinea come "la cornice politica sia  troppo litigiosa e in alcuni casi paralizzante". Qundi aggiunge: "Crediamo in questa alleanza ma serve una svolta. Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di preparare un'agenda comune che metta al centro l'urgenza di riaccendere l'economia e la giustizia socialeLa nostra posizione è matura, seria, responsabile. Prima di tutto vengono l'Italia e l'Europa. Ognuno può esprimere le proprie idee, ma se si è deciso di governare insieme serve la sintesi. È l'unico modo per guidare un Paese. Non possiamo abbracciare la cultura dell'esecutivo giallo-verde. Che infatti è naufragato dopo quindici mesi. Se qualcuno si illude adesso di fare la corsa da solo, e in modo strumentale, gli italiani lo puniranno".

Per quanto riguarda l'opposizione, e in particolare una possibile vittoria della Lega di Matteo Salvini in Emilia Romagna, il segretario dem si mostra fiducioso: "È molto meno forte di quanto si pensi. Lì si gioca il futuro di quella terra meravigliosa e i suoi abitanti sanno che Salvini vuole utilizzarli per i giochi politici romani". E parla di strategia: "Non possiamo solo difenderci. Dobbiamo rioccupare gli spazi dominati dall'incultura salviniana e in generale delle destre europee". Zingaretti è critico anche verso l'alleato Matteo Renzi: secondo il leader del Pd, l'ex presidente del Consiglio vuole "dar vita a un partito legato alla sua persona". E rimarca: "Non gli auguro di fallire. L'importante è far avanzare questo progetto non contro quelli che sono alleati. Io voglio fondare la forza del Pd sulla basa di un'Italia nuova, più giusta, più verde, più competitiva e mai ci chiuderemo in una ridotta settaria".

Rispetto alle affermazioni del leader di Italia Viva, convinto che assorbirà i voti dal Pd così come Emmanuel Macron ha fatto con i socialisti francesi, Zingaretti commenta: "È un segno di grande debolezza: non si può avere un'identità solo in negativo sugli altri". Infine, Zingaretti torna sull'ultimo tema di attrito con il Movimento Cinque Stelle, lo Ius soli: "Serve più rispetto. Di Maio mi ha risposto col sarcasmo. Potrei fare lo stesso. È più importante l'acqua alta? Certo, allora vorrei dirgli che a Venezia piove ancora e lui oggi parla delle preferenze nella legge elettorale", taglia corto il leader dem.