Il Pd chiama e le Sardine rispondono. O quasi. "Il Pd si è messo in discussione e gli va dato atto. È il partito che ci ha dato più ascolto e mostra un'apertura vera verso di noi. Per noi è troppo presto per capire se partecipare a questa fase, noi siamo in fase di gestazione. Anche il Pd deve capire come presentarsi in questo processo di rinnovamento. Sicuramente ci ha fatto riflettere l'idea di Zingaretti, è positivo". Lo ha detto ieri il leader delle Sardine Mattia Santori a Mezz'Ora in Più su Rai Tre, parlando del prossimo congresso del Pd in vista del quale il segretario Pd Nicola Zingaretti ha invitato anche le Sardine.

Il progetto del segretario dem, insomma, non dispiace al movimento che sta occupando le piazze italiane da Nord a Sud. Zingaretti due giorni fa in un'intervista su ‘la Repubblica' ha promesso una rivoluzione del partito, per rilanciarlo, dopo le elezioni regionali: "Sciolgo il Pd e lancio il nuovo partito", aggiungendo poi che la sua idea in cantiere non è "un nuovo partito, ma a un partito nuovo, un partito che fa contare le persone ed è organizzato in ogni angolo del Paese".

Zingaretti ha incassato quella che può essere letta come un'apertura a metà da parte del movimento spontaneo, ma lo scenario dovrà delinearsi meglio nei prossimi mesi: "Parole e impostazioni sono molto corrette e condivisibili. I partiti non devono mettere il cappello sui movimenti – ha però avvisato – né tanto meno pensare ad inglobarli. Sarebbe sbagliatissimo e arrogante. Noi dobbiamo ascoltare e dare risposte ai temi che pongono".

Le Sardine sono infatti critiche sulla mancata discontinuità del governo giallo-verde rispetto a quello precedente: "Il Governo Conte? Non è nato in una condizione facile, partendo ad agosto con una finanziaria difficile da fare, ma non si nota discontinuità rispetto al modo gretto di fare politica sulla sicurezza di Salvini, secondo il ‘sentiment' che sento in giro e che posso riferire. Sembra di essere tornati a quando la sinistra non faceva la legge sul conflitto di interessi di Berlusconi, una volta andata al governo", ha detto Santori. E proprio la questione della modifica dei decreto Sicurezza sarà alla base del seminario che nelle giornate di oggi e domani vedrà riuniti i gruppi parlamentari e i ministri Dem.

Le sardine stanno continuando la campagna elettorale per le regionali del prossimo 26 gennaio: "Dopo 20 anni di berlusconismo vogliamo 20 anni di salvinismo o vogliamo che in Emilia Romagna si inizi una strada nuova? Questa è una prova per noi Sardine, dobbiamo abituarci a leggere la società che abbiamo davanti. Il risultato delle elezioni ci farà capire se l'abbiamo saputa leggere oppure no, se siamo pronti a fare politica anche nella difficoltà. Se vince Salvini bisogna vedere se siamo pronti a fare politica, non solo a criticare i politici".

Alla domanda se il congresso delle Sardine potrebbe svolgersi l'8 marzo Santori ha risposto così: "Perché no, essendo un movimento anche molto femminile…".

"Allo Spin Time (stabile occupato a Roma, ndr) abbiamo definito un calendario – ha ricordato – Dopo il voto in Emilia si apre una terza fase, per tornare a una dimensione nazionale e dare una struttura al movimento. Ci prenderemo il mese di febbraio per dialogare con i territori e arrivare a fare una proposta di organizzazione a inizio marzo, per lanciare un messaggio unitario, non frammentato, dare delle linee guida, creare dei referenti, iniziare a capire una linea politica dalle tante sfaccettature del movimento".