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Coronavirus
10 Giugno 2021
13:13

Zaia a Fanpage: “Noi diamo solo Pfizer e Moderna ai giovani, AZ rischia di finire su binario morto”

Il presidente del Veneto Luca Zaia, contattato da Fanpage.it, ha rivendicato la scelta di non organizzare Open Day con il vaccino AstraZeneca per immunizzare i più giovani: “Vista la raccomandazione dell’Aifa, dopo aver consultato i nostri tecnici, la soluzione che abbiamo adottato fin dal primo giorno è stata quella di applicare rigidamente le indicazioni”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Le vaccinazioni per i più giovani con i sieri anti Covid AstraZeneca e Johnson & Johnson sono in questi giorni oggetto di dibattito, per via delle perplessità sollevate da una parte della comunità scientifica, che nutre forti dubbi sul bilancio beneficio-rischio nell'utilizzo di questi vaccini a vettore virale. Il problema sono i casi, rari, di una particolare trombosi che si manifesta dopo la somministrazione di questi farmaci. In Italia solo negli ultimi giorni se ne sono registrati 4. Alla luce del mutato quadro epidemiologico, in una fase di minore circolazione del virus, il Cts potrebbe oggi emanare nuove raccomandazioni sull'utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca per i giovani dai 18 anni in su. Il parere degli esperti potrebbe andare incontro a chi sta chiedendo in queste ore maggiori approfondimenti e valutazioni.

Proprio ieri il Comitato tecnico scientifico si è riunito, alla presenza del ministro della Salute e del capo dell'Aifa Magrini, per mettere a punto una nuova strategia, che tenga conto anche dei rischi per la salute della fascia più giovane della popolazione: l'ipotesi, come ha precisato anche il sottosegretario alla Salute Sileri, è quella di non somministrare AstraZeneca e J&J sotto i 40 anni.

Presto quindi potrebbe arrivare una nuova circolare firmata dal ministro della Salute Speranza, che oggi pomeriggio è chiamato anche a rispondere a un'interrogazione parlamentare, presentata dalle senatrici Fattori e Nugnes dopo i casi di trombosi venosa trombocitopenica (VITT) registrati negli ultimi giorni, e dopo l'allarme lanciato dalla professoressa Valeria Poli.

Le Regioni in ordine sparso sugli Open Day

Il problema principale è rappresentato dai diversi Open Day che sono stati organizzati dalle Regioni, e che hanno permesso anche ai 18enni di vaccinarsi. Nel Lazio per esempio sono aperte le prenotazioni per un Open Week a base di AstraZeneca, da oggi fino a domenica. E lo stesso avviene in Sicilia, dove la Regione ha dato la possibilità ai maggiorenni di vaccinarsi, da oggi fino a domenica, con i due vaccini a vettore virale. Ma non tutti i governatori hanno disatteso le raccomandazioni dell'Aifa: Friuli-Venezia Giulia e Veneto hanno deciso di attenersi alle prescrizioni dell'Agenzia italiana del farmaco, e non hanno organizzato ‘Astra-day'. In Campania l'Asl di Napoli ha già revocato l'Open day programmato per oggi, che dava la possibilità a tutti di vaccinarsi, senza prenotazione. "Su AstraZeneca ci muoviamo su un piano di prudenza e lo facciamo solo a chi ha oltre 60 anni. Sotto questa età lo somministriamo solo per i richiami ma non per prime dosi", ha detto oggi il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

"Noi non abbiamo mai fatto Open Day. Vista la raccomandazione dell'Aifa, dopo aver consultato i nostri tecnici, la soluzione che abbiamo adottato fin dal primo giorno è stata quella di applicare rigidamente le indicazioni. Noi ci adeguiamo alle direttive del mondo scientifico", ha spiegato il governatore Zaia, contattato da Fanpage.it.

"Ho chiesto in Conferenza delle Regioni, ormai 15 giorni fa, di chiedere al ministero se ci sono nuove indicazioni sulle vaccinazioni ai più giovani. C'è ancora molta discrezionalità. Non sto demonizzando nessuno, non critico chi ha fatto scelte diverse, è una questione molto spinosa. Ma il Veneto ha la libertà di dire che AstraZeneca e Johnson & Johnson vanno destinati solo agli over 60. Per i soggetti sotto i 50 anni ci sono i vaccini a mRNA. Il problema ora è però che J&J e AstraZeneca rischiano di finire in un binario morto. Una volta che completo tutte le vaccinazioni degli over 60 cosa ne faccio di questi vaccini?".

"Per il momento noi non possiamo fare i richiami con un vaccino diverso – ha aggiunto Zaia – c'è una circolare che lo specifica".

La circolare a cui si riferisce il presidente del Veneto Luca Zaia è stata diramata l'8 aprile 2021, dopo il primo stop al vaccino di Oxford legato ai sospetti sugli effetti collaterali: "Il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) è approvato a partire dai 18 anni di età – si legge nel testo – sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni".

Per quanto riguarda la seconda dose, il ministero della Salute sottolineava che "in virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino". Ma questa indicazione potrebbe essere superata, suggerendo alle Regioni di optare per un mix: per le persone sotto i 60 anni che hanno già ricevuto la prima dose con AstraZeneca potrebbe essere opportuno fare la seconda con Pfizer o con Moderna.

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