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Coronavirus
4 Maggio 2021
08:14

AstraZeneca anche agli under 60, per Aifa non c’è “nessun divieto”: accelera la campagna vaccinale

Dopo l’annuncio del commissario Figliuolo sulla somministrazione di AstraZeneca anche agli under 60 arriva la conferma del presidente dell’Aifa Giorgio Palù: “Non c’è mai stato nessun divieto. Ema non ha posto restrizioni per età mentre Aifa ha solo dato un’indicazione per uso preferenziale agli over 60. Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il vaccino Astrazeneca potrebbe essere impiegato anche per le persone al di sotto dei 60 anni. L'Aifa lo ha consigliato in via preferenziale per gli over 60, a seguito di eventi rarissimi di trombosi che si sono verificati dopo la somministrazione del siero anglo-svedese. Ma le cose adesso potrebbero cambiare, e il farmaco potrebbe essere utilizzato anche per vaccinare le persone nella fascia 50-59 anni. Oppure per immunizzare tutti coloro che ne faranno richiesta, con un'adesione volontaria certificata da consenso informato. L'idea è quella comunque di non sprecare le dosi di AstraZeneca a disposizione.

Nei prossimi mesi, fino a giugno, avremo a disposizione 32 milioni di dosi Pfizer e 10 milioni del vaccino di Oxford. Se si considerano anche i vaccini J&J e Moderna si arriva a 55 milioni di dosi tra aprile e giugno, a cui potrebbero aggiungersi i lotti di Curevac, che però non ha ancora ottenuto il via libera dell'Ema.

La raccomandazione dell'Aifa è "superabile", secondo il professore Guido Rasi, ex direttore dell’Ema e nuovo consulente del commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo. Rasi, in un'intervista all'Huffington Post dice che "Dagli studi aggiornati ci arriva una chiarissima illustrazione del beneficio/rischio in tutte le situazioni. Sono stati individuati quattro parametri sulla base dei quali si può valutare l’utilizzo di questo vaccino per le diverse fasce d’età". I parametri a cui si riferisce il professore sono il numero di vaccini disponibili, l’andamento della pandemia, la capacità degli ospedali e il numero dei vaccinati. È stato lo stesso Figliuolo ad annunciare la possibilità di somministrare Astrazeneca anche alle persone più giovani.

"Non c'è mai stato un divieto" sulla vaccinazione degli under 60 con il siero di Oxford, ha ribadito al Corriere della Sera il presidente dell'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) Giorgio Palù. "Ema non ha posto restrizioni per età mentre Aifa ha solo dato un'indicazione per uso preferenziale agli over 60. Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così. Tanto che Aifa suggerisce di fare la seconda dose con AZ a chi ha già fatto la prima con lo stesso vaccino, indipendentemente dall'età. Se ne discuterà di nuovo per meglio specificare questo punto ed evitare che per un irragionevole valutazione del rischio molti saltino gli appuntamenti e perdano opportunità di proteggere sé e gli altri". 

Anche Sandra Zampa, già sottosegretaria, responsabile della salute del Pd e consigliera del ministro Roberto Speranza, invita a utilizzare i vaccini a vettore virale senza paure: "Vaccinatevi, non c’è motivo di aver paura dei preparati di AstraZeneca e Johnson & Johnson. I casi di trombosi sono stati rarissimi. Tutte devono contribuire", ha detto a ‘Il Corriere della Sera'.

Zampa ha ricordato che cinque eventi avversi su 6 hanno colpito il genere femminile forse "per fattori legati alla conservazione della specie. Le donne sviluppano una resistenza all’immunizzazione più forte e hanno una risposta anticorpale più intensa. E così quello che sembrerebbe poter costituire uno ‘scudo' si trasforma, molto sporadicamente, in un danno". Allo studio "di Pfizer-BioNTech hanno partecipato il 49% di donne, AstraZeneca ne ha arruolate il 60%. Quindi i criteri di equità sono stati rispettati. Inoltre, se anche la platea femminile fosse stata più ampia, problemi così rari non sarebbero emersi perché la sperimentazione coinvolge decine di migliaia di persone. Solo le prove su milioni di persone danno ulteriori informazioni".

La possibilità di inoculare il siero di Oxford a tutti, a prescindere dall'età, inciderebbe sicuramente sull'accelerazione del piano vaccinale, visto che a breve, a giugno, potrebbe iniziare le vaccinazioni in azienda, dove la maggior parte dei lavoratori appartiene alla fascia under 60. Anche nei luogo di lavoro comunque si darà la priorità a soggetti fragili e più esposti a rischi.

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