Dovrebbe arrivare a breve un parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca ai più giovani. Dopo i vari Open Day organizzati dalle Regioni e rivolti proprio alla popolazione più giovane, il Comitato tecnico scientifico potrebbe esprimersi sulla strategia vaccinale e sull'utilizzo di questo farmaco in particolari fasce di età. L'Agenzia italiana del farmaco, dopo dei rari eventi trombotici riscontrati in giovani donne dopo la prima dose, aveva deciso di raccomandare questo vaccino per gli over 60, ma le Regioni hanno organizzato diverse iniziative per la vaccinazione della popolazione più giovane somministrando proprio questo vaccino.

Si attendono quindi nuove raccomandazioni che potrebbero portare a dei limiti di non fattibilità sotto i 30 o i 40 anni, per cui sarebbero da preferire i vaccini a mRna (come quello di Pfizer BioNTech o Moderna) come ha spiegato anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in un'intervista con Fanpage.it. Anche gli esperti del Cts riterrebbero necessaria un'ulteriore riflessione sull'utilizzo del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca per quanto riguarda gli effetti collaterali e in generale sul rapporto tra rischi e benefici in questa fase dell'epidemia in cui i contagi sono nettamente diminuiti rispetto a qualche mese fa.

Le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes, ex M5s passate poi a Sinistra italiana, hanno deciso di presentare un'interrogazione al ministro della Salute, Roberto Speranza, in cui chiederanno al governo di esprimersi sulla questione, sottolineando qualche perplessità verso le iniziative degli Open Day delle Regioni, che hanno visto una partecipazione altissima, in cui è stato utilizzato il vaccino di AstraZeneca anche per i giovani, quando l'ente regolatorio ne ha raccomandato l'uso per la popolazione over 60.

"Vi è in queste ore un’attenzione suprema per cogliere tutti i segnali che possono allertare su eventuali effetti collaterali che portino a considerare dei cambiamenti di indicazione. Il vaccino di AstraZeneca è già preferenzialmente raccomandato per i soggetti sopra i 60 anni di età, perché il rapporto tra i benefici derivanti dalla vaccinazione ed eventuali rischi diventa incrementale con l’età e particolarmente favorevole sopra questa soglia", ha commentato a Rai News24 il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, suggerendo che un'ulteriore riflessione sia necessaria anche alla luce del mutato contesto epidemiologico, dove con il crollo della curva le probabilità di infettarsi si sono ridotte.