Accelerare sulle vaccinazioni, soprattutto nel prossimo trimestre: questo è l’obiettivo del governo che per aumentare le dosi di vaccini da somministrare agli italiani sembra voler puntare sul supporto dei medici di base. L’accordo per il rimborso per ogni somministrazione sembra esserci e presto anche i medici di famiglia potranno inoculare i vaccini anti-Covid ai loro pazienti. Ad anticiparlo è Repubblica, che spiega come quelli che vanno da aprile a giugno saranno mesi cruciali sia per il calo dei contagi che per le vaccinazioni. Due aspetti strettamente legati tra loro.

La partita si gioca tutta sulla quantità di vaccini disponibili: se dovessero arrivare tutte le dosi previste di Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson & Johnson, metà degli italiani potrebbero essere vaccinati entro la fine di giugno. Con la conseguente, probabile, discesa della curva dei contagi. Ma se questo non dovesse accadere, il rischio è che le varianti prendano il sopravvento e mettano in difficoltà anche la campagna vaccinale e i suoi effetti. Per ora il programma resta quello di avere 4 milioni di dosi a febbraio e 8 milioni a marzo. Ma l’obiettivo è che questi numeri crescano da aprile.

L’accordo per somministrare il vaccino negli studi medici

L’accordo tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e l’Ordine nazionale dei medici di famiglia sembra cosa fatta: l’intesa prevede un rimborso per i medici di 6,16 euro per ogni somministrazione, come avviene già secondo quanto previsto dalla convenzione per i vaccini influenzali. La firma dell’accordo dovrebbe arrivare nelle prossime ore, forse entro domani. Di fatto vuol dire avere a disposizione 40mila vaccinatori in più.

Quali vaccini dai medici di base

Il governo dovrebbe dare indicazione alla Regioni affinché i medici di famiglia somministrino nei loro studi o nelle Asl le dosi di AstraZeneca e Johnson & Johnson, che dovrebbero andare a chi rientra nella fascia d’età dai 18 ai 65 anni e che sono meno problematiche da un punto di vista della conservazione. La decisione finale, però, spetta alle Regioni. C’è già chi, come Toscana e Puglia, ha deciso di impiegare i medici di base anche per i vaccini agli over 80. Inoltre in molte Regioni è stato già trovato l’accordo con i medici di famiglia: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria. E anche nel Lazio si comincerà a breve a somministrare il vaccino dai medici di famiglia.