Alle farmacie servono più dosi del vaccino contro l'influenza: lo afferma il governatore dell'Emilia Romagna e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. "Eravamo già la Regione che dava di più alla farmacie. Ma ora raddoppieremo e credo che questo debba essere fatto da tutte le Regioni. Questa è la considerazione che anche in Conferenza stiamo facendo", ha detto. Per poi aggiungere: "Se il Governo spinge ancora di più potremo dare una mano perché è giusto vaccinarsi". Rispondendo a un commento su Facebook, Bonaccini difende l'operato della sua Regione in tema di vaccini: "Lo scorso anno 800mila vaccinazioni, quest’anno ne avremo più di un milione e trecentomila dosi. Per gli over 65 e tutte le categorie a rischio e più fragili. E alle farmacie saremo la Regione che in percentuale ne dà di più", scrive.

La campagna per le vaccinazioni contro l'influenza quest'anno partirà in anticipo in Emilia Romagna. Precisamente il 12 ottobre. La Regione ha messo a disposizione circa 1 milione e 400 mila dosi, prefiggendosi l'obiettivo di raggiungere almeno il 75% degli over 65, una categoria particolarmente a rischio e di cui l'anno scorso si sottopose a vaccino il 57%. Secondo l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, quest'anno si potrebbe raggiungere un "risultato storico" arrivando a "vaccinare quasi un terzo della popolazione".

Le scorte di vaccini antinfluenzali e una loro eventuale carenza saranno al centro dell'attenzione pubblica nelle prossime settimane. La fondazione Gimbe, vista la similarità dei sintomi con quelli da coronavirus e soprattutto vista l'esigenza di non sovraccaricare il sistema sanitario, ha sottolineato quanto sia importante che più persone possibili si sottopongano a vaccino. Non si parla solo di soggetti a rischio: tutta la popolazione dovrebbe vaccinarsi, in previsione dell'arrivo di un periodo in cui le ordinarie influenze stagionali dovranno convivere con il Covid-19. Il problema, affermano i ricercatori, è che la maggior parte delle Regioni non dispone di scorte adeguate per rispondere all'aumento di domanda. In alcune Regioni non sarebbero nemmeno garantite abbastanza dosi per vaccinare almeno il 75% della popolazione a rischio.