Un nuovo documento tecnico dell'Inail, approvato dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza, fornisce linee guida per la corretta fruizione delle spiagge e degli stabilimenti balneari, suggerendo al governo possibili misure di contenimento del virus, con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori e dell'utenza. La stagione balneare dovrebbe partire il 1 giugno, in alcuni casi anche prima, e gli stabilimenti balneari dovranno attrezzarsi per garantire soprattutto il distanziamento sociale tra i clienti, di almeno un metro, e il divieto di assembramento.

Nel testo si ricorda che le attività svolte in mare aperto, come wind-surf, attività subacquea, balneazione, non presentano rischi significativi rispetto al virus, ma va sempre mantenuta anche in acqua la distanza di sicurezza e la sanificazione delle attrezzature di uso promiscuo, come erogatori subacquei.

"Le caratteristiche specifiche degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere, quali la fruizione da parte di un elevato numero di persone soprattutto nei weekend e nei mesi di alta stagione, nonché la molteplicità di attività che si possono svolgere sull’arenile (elioterapia, balneazione, ristorazione, attività ludiche e sportive, etc.) pongono particolari criticità in merito al contenimento dell’epidemia, collocando il settore della gestione degli stabilimenti balneari (codice ATECO 93.29.2) tra quelli a rischio di aggregazione medio-alto secondo la classificazione INAIL", si legge nel documento. Le linee guida tengono conto del fatto che l'Italia è l'unico Paese europeo che non pone un limite alle spiagge in concessione, delegando alle Regioni queste scelte. Complessivamente si stima che oltre il 42% delle sue coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari. In alcune regioni la percentuale è ancora più alta: 69,8% in Liguria, 67,7% in Campania, 61,8% nelle Marche, 51,7% in Toscana.

Spiagge attrezzate

Distanza minima tra gli ombrelloni

Quest'anno ci saranno meno ombrelloni nelle spiagge, proprio per garantire la distanza minima tra i bagnanti: la distanza minima tra le file degli ombrelloni dovrà essere pari a 5 metri, mentre la distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila pari a 4,5 metri.

Per quanto riguarda le attrezzature complementari assegnate in dotazione nella postazione, come lettino, sdraio e sedia, "dovranno essere fornite in quantità limitata al fine di garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell'ombrellone contiguo di almeno 2 metri", mantenendo le distanze interpersonali, a eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o dei conviventi. Tra le attrezzature di spiaggia, qualora non si trovassero sotto l'ombrello, dovrà essere garantita la distanza minima di 2 metri l'una dall’altra.

E ancora, per quanto riguarda gli ombrelloni, dovrà essere applicata una numerazione delle postazioni/ombrelloni e la registrazione per ogni postazione degli utenti che le occupano, stagionali e giornalieri; gli ombrelloni e l’attrezzatura dovrebbero essere riassegnati ai medesimi occupanti, nel caso di soggiorni prolungati; necessaria poi l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura ad un altro utente anche nella stessa giornata; è consigliato l'accompagnamento alla zona ombreggio da parte del personale dello stabilimento adeguatamente formato, che informi la clientela sulle misure da rispettare.

Prenotazioni obbligatorie

Per favorire un accesso in spiaggia contingentato è necessario utilizzare il sistema della prenotazione, anche per fasce orarie,  preferibilmente obbligatoria. Questo strumento può essere utile per due motivi: può servire a evitare gli assembramenti, e può favorire una più semplice registrazione degli utenti, anche per rintracciare più facilmente eventuali contatti nel caso ci fossero contagi.

Inoltre per evitare code o folla alle casse, bisogna favorire sistemi di pagamento veloci (card contactless) o con carte prepagate o attraverso portali/app web già in fase di prenotazione. Sempre in funzione anti-assembramento saranno previsti percorsi di entrata e uscita differenziati, con una segnaletica chiara e leggibile.

Piscine chiuse e attività ludiche vietate

Potrebbero essere vietate le attività ludico-sportive e giochi di gruppo, se c'è un concreto rischio di assembramenti. Per quanto riguarda l'uso delle cabine, è vietato condividerle, a meno che non lo si faccia con membri dello stesso nucleo familiare o con conviventi.

Per quanto riguarda le piscine all’interno dello stabilimento balneare, secondo queste linee guida andrebbero chiuse. Nella fruizione di servizi igienici e docce va rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni. Deve inoltre essere garantita  la vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze. Bisogna evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura.

Mascherine obbligatorie

Gli utenti dovranno indossare la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento della postazione assegnata e lo stesso dovranno fare all’uscita dallo stabilimento. In diverse aree dello stabilimento dovranno essere sistemati dispenser per l’igiene delle mani. Anche i servizi igienici dovranno essere puliti più volte durante la giornata e ci dovrà essere la disinfezione a fine giornata, dopo la chiusura; all’interno del servizio dovranno essere disponibili, oltre al sapone per le mani, prodotti detergenti e strumenti usa e getta per la pulizia che ciascun cliente potrà fare in autonomia. Le docce esse devono essere previste all’aperto, con garanzia di una frequente pulizia e disinfezione a fine giornata.

Spiagge libere

In piena pandemia le spiagge libere rappresentano un rischio maggiore per gli utenti, dovuta alla maggiore difficoltà da parte delle autorità di effettuare il controllo delle misure di contrasto del contagio. Dovranno comunque essere definite a livello locale  le modalità di accesso e di fruizione degli arenili.

  • Per informare correttamente l'utenza, è necessaria l’affissione nei punti di accesso alle spiagge libere di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento.
  • Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento, (ombrellone/sdraio/sedia), per favorire il contingentamenti degli spazi e prevedere un numero massimo di bagnanti, ad esempio con posizionamento di nastri, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione.
  • Al fine di favorire comunque la prenotazione anche nelle spiagge libere, potrà essere valutata la possibilità di prenotare contestualmente non solo gli "spazi codificati", cioè le postazioni, ma anche il parcheggio, prevedendo anche tariffe agevolate, ove possibile. Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio.
  • Dovranno altresì essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti.
  • Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti.
  • È opportuno, ove possibile, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire.