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Ue, in arrivo misure di emergenza su bollette e rinnovabili a causa della guerra in Iran: cosa cambia

La crisi energetica torna a farsi sentire in Europa a causa delle tensioni nel Golfo. Bruxelles prepara un pacchetto di misure d’emergenza per alleggerire le bollette e rafforzare la produzione interna di energia pulita. Ecco cosa c’è da sapere.
A cura di Francesca Moriero
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A Bruxelles non si parla solo di mercati finanziari in agitazione e di tensioni geopolitiche. Dietro le porte delle istituzioni europee si discute anche di energia. Ogni escalation in Medio Oriente, ogni crisi che coinvolge l'area del Golfo e le rotte del petrolio, infatti, finisce per riflettersi sulle economie europee, sotto forma di prezzi già elevati per gas, petrolio ed elettricità. Per rispondere a questa situazione, la Commissione europea sta preparando un nuovo pacchetto di misure, con interventi immediati per alleggerire le bollette e strategie di lungo periodo per rafforzare l'autonomia energetica del continente; l'obiettivo dichiarato sarebbe doppio: da un lato, certamente, proteggere cittadini e imprese dall'aumento dei costi dell'energia; dall'altro, accelerare anche la trasformazione del sistema energetico europeo verso fonti più sostenibili e meno dipendenti dall'estero.

Pacchetto dell'Ue sulle bollette con la crisi in Iran: le misure per i consumatori

La parte più "immediata" del pacchetto riguarda il sostegno ai consumatori. L'aumento recente dei prezzi di petrolio e gas ha riacceso in tutta Europa il timore di un nuovo shock energetico, simile a quello vissuto dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Un rischio che, se dovesse consolidarsi, potrebbe tradursi rapidamente in bollette più alte per famiglie e imprese, alimentando ulteriormente l'inflazione. Per questo motivo Bruxelles punterebbe innanzitutto a strumenti capaci di ridurre il peso dei costi energetici nel breve periodo. Tra le misure allo studio ci sarebbe la possibilità di ridurre alcune imposte e tasse sull'elettricità, lasciando agli Stati membri margini di intervento fiscale per attenuare l'impatto degli aumenti. Cosa significa, in pratica? Significa che i governi europei potrebbero intervenire direttamente sulle bollette, ad esempio abbassando le tasse sull'energia o introducendo sconti temporanei, in modo da proteggere immediatamente cittadini e imprese dai rincari.

Cosa sono le comunità energetiche e come l'Ue intende usarle

Accanto agli interventi sulle bollette, il piano punta poi su uno strumento che negli ultimi anni ha assunto un ruolo centrale nelle politiche energetiche dell'Unione: le comunità energetiche. Di cosa si tratta? Si tratta di realtà in cui cittadini, imprese e amministrazioni locali possono produrre energia rinnovabile direttamente nei propri territori, ad esempio tramite impianti solari o turbine eoliche, e condividerla tra i membri della comunità. In questo modo, i partecipanti non sono più soltanto consumatori, ma diventano anche produttori di energia, contribuendo a rendere il sistema più solido e soprattutto meno dipendente dalle grandi infrastrutture centralizzate. Questo approccio locale si inserirebbe in una strategia più ampia, che prevede anche un rafforzamento degli investimenti nelle energie pulite, (realizzati in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e attraverso strumenti finanziari europei come InvestEU).

L'Unione europea considera lo sviluppo delle fonti rinnovabili il pilastro della propria strategia energetica: ha già avviato progetti per la produzione di idrogeno verde, gran parte della quale sarà generata dall'energia prodotta dagli impianti eolici offshore nell'area del Mare del Nord, dove diversi paesi stanno già sviluppando grandi infrastrutture per catturare il vento e trasformarlo in energia pulita. L'obiettivo di queste misure integrate è quello di aumentare progressivamente la produzione interna di energia pulita, rendendo il sistema europeo più solido e autonomo e riducendo così la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Le misure dell'Ue sul nucleare e la nuova strategia sui piccoli reattori modulari

Tra i capitoli più rilevanti del pacchetto europeo c'è poi una nuova strategia dedicata ai piccoli reattori modulari, una tecnologia nucleare di nuova generazione che diversi paesi considerano assolutamente promettente per il futuro del mix energetico. A differenza delle centrali nucleari tradizionali, questi impianti sono molto più compatti e, almeno sulla carta, più flessibili e potenzialmente meno costosi da costruire. Funzionano come unità modulari: più piccoli reattori possono essere collegati tra loro secondo le necessità, permettendo di produrre energia in modo graduale e adattabile alla domanda. Secondo le stime preliminari presenti nelle bozze della strategia, lo sviluppo di questa capacità nucleare nell'Unione europea potrebbe richiedere investimenti complessivi di circa 240 miliardi di euro entro il 2050. E però importante ricordare che questi piccoli reattori modulari sono ancora in fase di sviluppo, perciò non rappresenterebbero una soluzione immediata alla crisi energetica. Il loro contributo concreto si vedrà soprattutto nel medio-lungo periodo, quindi una volta superati i limiti tecnologici e completata la fase di sperimentazione.

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