Poi possono trovare tutte le parole e le descrizioni migliori di questo mondo (come dice giustamente oggi Lercio.it forse troveranno anche un buon nome per il prossimo aumento dell'IVA) ma che il Movimento 5 Stelle in questa legislatura abbia sconfessato molte delle promesse elettorali e delle parole date è un fatto incontrovertibile. Ognuno può pensare che sia mediazione politica piuttosto che un semplice voltafaccia (perché sì, la politica è molto più complessa di come gli stessi grillini l'hanno raccontata in tutti questi anni) ma i sondaggi parlano chiaro e i milioni di voti persi dovrebbero essere un segnale da non sottovalutare per considerare la propria azione di governo. Non è un caso che dall'altra parte dello schieramento Salvini abbia avuto più di un'occasione per rivendicare il successo della propria azione prosciugando di fatto l'elettorato pentastellato.

Ci sono innanzitutto, se ci pensate, le stesse modalità di governo che venivano contestate a quelli di prima: la centralità del Parlamento ormai è solo uno slogan svuotato di valore (e tornerà solo per la prossima scenetta in cui i grillini fingeranno di fare le barricate sulla TAV sapendo già di uscirne scornati), i voti di fiducia contestati a Renzi e Gentiloni sono stati completamente sdoganati per non mettere in discussione le riforme che mettono a rischio la tenuta dell'esecutivo (pensandoci bene anche il premier non eletto è passato liscio come l'olio senza colpo ferire).

Poi ci sono i condoni (nonostante l'imbellettamento lessicale) che hanno premiato i furbi chiamandoli persone in difficoltà, come un berlusconismo qualsiasi. C'è il salvataggio delle banche che non differisce in niente da ciò che fece il PD (addirittura riprendendone le stesse parole nei decreti) e intanto rimangono sempre insoddisfatte e non risarcite le vittime. C'è la terribile doppietta Tap e Tav su cui il Movimento si è costruito a livello locale e nazionale: anni di comizi, di manifestazioni, di banalizzazioni che sono finiti nel nulla. Anche a Tarano si ricordano bene come i rappresentanti del Movimento promettevano una decisa e veloce chiusura dell'ILVA che invece rimane lì come se nulla fosse.

Brutte notizie anche per gli ordini dei caccia F35 su cui si sono levati gli urli pacifisti di quelli che arrivati al governo invece hanno provato a raccontarci che quegli aerei sono un gioiello della tecnologia. Della serie: se lo facciamo noi va bene. E in quell'occasione qualcuno disse addirittura che probabilmente non avevano studiato abbastanza bene le carte. Farebbe ridere se non fosse tragico. Un gioiello di giravolta è anche il cambiamento di posizione su Atlantia prima criminalizzata (con i Benetton sbattuti in ogni dove) e ora invece diventata partner affidabile soluzione migliore per il salvataggio di Alitalia, ovviamente continuando a mantenere la gestione delle autostrade.

Poi ci sono le regole interne che vanno via via sgretolandosi: si diceva niente corpi intermedi nel partito perché uno vale uno e invece si sono inventati i facilitatori regionali che gli altri chiamano coordinatori e invece qui si ripuliscono con un nuovo aggettivo. C'è la regola dei due mandati che inizia piano piano a cedere con il nuovo mandato zero (che però non è a costo zero ma a costo pieno). C'era il no a alleanze e invece governano con la Lega (a proposito: mirabile anche l'inversione sull'immigrazione ora perfettamente allineata al salvinismo) e ora si potranno alleare anche a livello locale. C'era l'uno vale uno e invece ora c'è il capo politico Luigi Di Maio. C'era la restituzione degli stipendi su cui non si sa più niente. C'era il pugno duro contro quelli che avevano truccato i rimborsi e invece in molti sono ancora tutti lì.

Se qualcuno glielo fa notare diventa un potere forte. Anche l'autocritica è sparita, del resto.