Terremoto al Comune di Palermo: 7 arresti per corruzione, tra cui i capigruppo Pd e Italia viva
Terremoto al Comune di Palermo, alla vigilia dell'ufficializzazione delle nomine dei due nuovi assessori, Sergio Marino ed Emilio Arcuri. L‘inchiesta anti-corruzione "Giano bifronte", di Guardia di finanza e carabinieri, che oggi ha portato all'arresto di due consiglieri comunali, due funzionari, due imprenditori e un architetto, scuote la maggioranza. Sono accusati, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.
I consiglieri comunali arrestati sono Sandro Terrani, 51 anni, che guida Italia Viva, membro della Commissione Bilancio, e Giovanni Lo Cascio, 50 anni, capogruppo del Pd, presidente della Commissione Urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata. Ai domiciliari sono finiti anche i funzionari comunali Mario Li Castri, 56 anni, ex dirigente dell'Area Tecnica della Riqualificazione Urbana, e Giuseppe Monteleone, 59 anni, ex dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive, l'architetto Fabio Seminerio, 57 anni, e gli imprenditori Giovanni Lupo, 77 anni, di San Giovanni Gemini e Francesco La Corte, 47 anni, di Ribera, amministratori della ditta edile BIOCASA s.r.l. All'architetto Agostino Minnuto, 60 anni, di Alia, è stato notificato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo il gip Michele Guarnotta che ha firmato un'ordinanza di 368 pagine, i due consiglieri comunali, Sandro Terrani e Giovanni Lo Cascio, entrambi facenti parte della maggioranza che sostiene il sindaco Leoluca Orlando, "erano del tutto inconsapevoli dell'importanza del ruolo rappresentativo loro attribuito ed esclusivamente dediti a ricercare affannosamente nuove occasioni di guadagno da ottenere, mettendo in vendita le proprie funzioni pubbliche esercitate in seno alla locale assemblea consiliare".
E, nei loro confronti paiono "particolarmente urgenti le esigenze coercitive, considerando che l'iter di approvazione dei permessi di costruire in deroga risulta tuttora in corso e il ruolo strategico dagli stessi rivestito in seno al Consiglio comunale, ben potrebbe determinare pericolosissime contaminazioni del processo decisionale in corso presso l'organismo assembleare". In tale contesto "paiono sostanzialmente superflue ulteriori valutazioni circa il chiarissimo rischio di recidiva tuttora gravante sui due titolari della Biocasa srl Giovanni Lupo e Francesco La Corte. Ed invero, entrambi sono risultati coinvolti in tutte le vicende corruttive in contestazione, sicché le loro attività corruttive, perpetrate ostinatamente in ogni direzione, non possono che apparire il vero e proprio architrave del sistema delinquenziale emerso grazie alla presente indagine".
Anche e soprattutto nei loro confronti, dunque, per il gip, l'esigenza cautelare inerente il pericolo di commissione di nuovi reati "non può che considerarsi estremamente attuale ed assolutamente concreta, tenuto conto del resto dell'indole delinquenziale e della elevatissima spregiudicatezza dagli stessi costantemente manifestata".
Intanto oggi carabinieri e finanzieri all'alba hanno effettuato diverse perquisizioni in casa degli indagati e negli uffici comunali.
"Ho appreso con sconcerto la notizia del provvedimento cautelare, avvenuto stamattina, nei confronti di Giovanni Lo Cascio, consigliere comunale del Partito Democratico a Palermo", ha detto il commissario regionale del Pd Siciliano Alberto Losacco, che ha subito sospeso Lo Cascio. "La magistratura faccia il suo corso, avrà sempre il pieno sostegno del Partito Democratico. E' necessario accertare eventuali reati e responsabilità", ha aggiunto Losacco.