Terra dei Fuochi, Alfano: “Invieremo 100 uomini in più tra Napoli e Caserta”

A cura di D. F.
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Il ministro degli Interni: “Lo Stato non lascia questa terra, ma raddoppia”. E sulle confische: “Stiamo ragionando per allargare la platea di coloro che possono beneficiarne”.

Intervenendo a Napoli al Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica il ministro degli Interni Angelino Alfano ha annunciato che spedirà 100 uomini in più nella Terra dei Fuochi: il personale verrà dislocato equamente tra Napoli e Caserta: "Lo Stato non lascia questa terra, ma raddoppia” ha dichiarato il ministro, che ha spiegato come le nuove risorse provengano da una “rimodulazione del piano di impiego dei militari”. Alfano ha anche risposto a chi gli chiedeva conto degli eventuali tagli alle forze dell'ordine nel contesto della spending review: "Stiamo sperimentando modelli operativi, li stiamo raffinando. Non ci sarà un solo uomo in meno, ma anzi saranno dio più. Gli uomini aggiuntivi serviranno a presidiare il territorio e resteranno per tutto il tempo che serve, non siamo per la militarizzazione”.

Nell'ambito della riunione odierna il ministro degli interni ha comunicato che Governo, prefettura e Regione Campania sottoscriveranno un protocollo sugli appalti per le bonifiche nella Terra dei Fuochi, allo scopo di controllare minuziosamente tutte le fasi nell'assegnazione degli appalti. Ovviamento con l'obiettivo di scongiurare eventuali infiltrazioni criminali: "Lavoriamo – ha spèiegato Alfano – per scoprire quanto è stato fatto per punire i responsabili e per bonificare senza che ci siano infiltrazioni. Non vogliamo che si crei un paradosso per cui, dopo aver bonificato, queste aree vengano riutilizzate per nuovi sversamenti illegali".

Alfano ha quindi ribadito: Il messaggio che da oggi nasce da questa collaborazione è: "Bonifiche Camorra Free" Dobbiamo visionare e stare attenti a tutti gli appalti in Campania". Il ministro ha quindi spiegato di essere in contatto con la collega Pinotti, titolare del discastero alla Difesa, con la quale intende trovare altre risorse aggiuntive: "Non siamo nell'ottica di fare un passo indietro, ma di provare a farne due avanti". Alfano ha anche ricordato che al momento ci sono 10mila beni confiscati alla Camorra, dei quali 1.500 aziende: "Si tratta di qualcosa di talmente imponente da necessitare un aggiornamento della governance dell'Agenzia ed anche di riorientare la destinazione degli stessi beni". "Sull'uso dei beni confiscati stiamo ragionando per allargare la platea di coloro che possono beneficiarne – ha chiosato Alfano – e se non si riescono ad attribuire questi beni alle associazione di volontariato bisognerà studiare  come metterli sul mercato e consentirne la vendita".

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