"Io escludo che ci possa essere una crisi perché queste purtroppo sono dinamiche che ci possono essere fra due forze di governo diverse, come il Movimento Cinque Stelle e la Lega. Noi stiamo portando avanti le nostre proposte e i nostri obiettivi. L'unica cosa che dico è che fra due persone mature sarebbe meglio vedersi piuttosto che parlarsi a mezzo stampa. In una giornata come oggi sia giusto incontrarsi con Matteo Salvini, ci incontriamo e ci chiariamo. Troviamo come sempre un punto per continuare". Con queste parole Luigi Di Maio, ospite questa mattina ad Agorà su Rai 3, ha allontanato le ipotesi di una crisi di governo, nell'aria dopo gli scontri degli ultimi giorni. Il capo politico del Movimento Cinque Stelle si è rivolto all'alleato di governo Matteo Salvini e ha tentato di smorzare le polemiche proponendo un vertice tra i due partiti di maggioranza per ricomporre le fratture e tentare di proseguire l'esperienza di governo. Anche sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega Di Maio ha dichiarato: "Se avessi sospetti su Salvini non sarei al governo". Il pentastellato ha aggiunto di voler istituire una Commissione Parlamentare di Inchiesta sui fondi avuti da tutti i partiti, "incluso il nostro". In merito al salario minimo Di Maio ha però lanciato una stoccata. "Durigon (sottosegretario leghista del suo ministero del Lavoro, ndr ) mi permetta di dire che è semplice affermare ‘non facciamo una legge per chi guadagna 2 o 3 euro l'ora' se si guadagnano 13 mila euro al mese. Ma il salario minimo è anche nel programma della Lega. Io dico solo facciamo la legge di bilancio con il salario minimo e la riduzione del cuneo fiscale".

Proprio ieri tra i due vicepremier i toni si erano decisamente inaspriti. Matteo Salvini da Helsinki aveva lanciato un chiaro avvertimento ai Cinque Stelle non celando difficoltà, anche personali oltre che politiche, con il capo politico pentastellato Luigi Di Maio. Parlando conla stampa, il leader del carroccio ha risposto a chi gli chiedeva se fosse venuta meno la fiducia tra alleati: “Purtroppo sì, anche personale. Io mi sono fidato per mesi e mesi. Speravo che dopo il voto si placassero le polemiche. E invece…”. Matteo Salvini è arrivato anche a ipotizzare un ritorno alle urne. Indicando il cielo limpido di Helsinki ha affermato: “La finestra è sempre aperta”, con riferimento alla finestra elettorale per andare al voto già a settembre. Sottolineando, inoltre, che “oltre questo governo ci sono solo le elezioni”. Non è mancata poi una critica esplicitamente politica: "Abbiamo preso atto della svolta storica dei Cinque Stelle che hanno votato assieme a Merkel, Macron, Berlusconi e Renzi. Noi andiamo avanti sui fatti”.

L'ipotesi del voto non è stata esclusa neppure da Di Maio che a stretto giro ha risposto agli attacchi di Salvini convocando i suoi collaboratori a Palazzo Chigi:  "Siamo stati colpiti alle spalle, le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo", ha detto. In serata, in un lungo post su Facebook ha aggiunto: "Per me questo è il solo governo possibile, che può fare le cose per gli italiani. Se non c'è questo governo, si torna al voto".