‘Tax the Rich’: Avs rilancia la patrimoniale, Fratoianni: “Non c’è nulla di male a tassare i super ricchi”

Si riapre il dibattito sulla patrimoniale. All'evento ‘Tax the Rich' organizzato dagli europarlamentari di European Left Alliance a Milano, Alleanza Verdi-Sinistra rilancia la tassa sui super ricchi. "È l'ora di dire che enormi ricchezze devono dare qualcosa nell'interesse generale. Non c'è niente di assurdo in questa proposta", sottolinea il leader Nicola Fratoianni.
L'idea di tassare i grandi patrimoni torna a far discutere, ma soprattutto a dividere la politica, tra chi chiede un sistema fiscale più equo e chi invece teme perdite, in termini di ricchezza, per il nostro Paese. "Con il nostro partito europeo lanciamo una sfida all'Europa e ai nostri Paesi per dire che è finito il tempo dei privilegi ed è ora di ridistribuire la ricchezza", dice Fratoianni.
Le ipotesi sul tavolo sono diverse: dal prelievo sui patrimoni milionari, passando per la tassa di successione, fino a correttivi fiscali che riguardano l'Irpef. "Nel concreto ci sono molte possibili soluzioni che intervengono su diverse tipologie della leva fiscale, dalla tassa sui grandi patrimoni, a una revisione delle tasse di successione che in Italia sono scandalosamente basse, fino alla riforma, nel caso italiano, del sistema del prelievo sull'Irpef che è ormai anti-progressivo e in violazione della Costituzione", spiega il leader di Avs, sottolineando che "si possono mettere insieme diversi interventi".
Il rischio, secondo i più critici, è quello di mettere in fuga chi possiede grandi capitali, costringendoli a trasferirsi all'estero, dove le condizioni fiscali sono più vantaggiose, e investire lì (anziché in Italia) le loro ricchezze. Un'eventualità che secondo l'eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha una soluzione: "Impedire che i ricchi possano trasferire la loro residenza fiscale per aggirare le regole. Si può fare una legge europea e muoversi con gli altri paesi", dice. "Vogliamo un sistema fiscale che sia fortemente progressivo perché l'attuale sistema fiscale italiano non lo è. Anzi è, da un certo punto di vista, addirittura regressivo e quindi noi vogliamo che vengano tassati e che il peso fiscale non ricada solamente sul lavoro come succede adesso, ma ricada anche sui patrimoni e ricada anche sulle rendite che invece non sono tassate abbastanza".
Per Fratoianni invece, la fuga dei capitali è un grande "imbroglio" perché "non è vero che se ne vanno, se non in piccolissima parte, perché hanno interessi. Questa storiaè una grande invenzione che andrebbe sfatata", dice.
Ad ogni modo si tratterebbe di una misura estremamente selettiva che non andrebbe in alcun modo a colpire il ceto medio. "Sono pochissime le persone che di fatto detengono una parte spropositata della ricchezza e che devono essere tassati in maniera proporzionale perché appunto il problema è che le persone ricche possiedono anche patrimoni, possiedono maggiori reddite finanziarie, hanno rendite immobiliari e queste rendite in proporzione vengono tassate molto meno del lavoro dipendente", sottolinea Salis. Comunque "non andrebbe a ricadere sulla classe media, e questo non è vero come spesso viene detto. Sono menzogne. Andrebbe a ricadere sugli ultraricchi".
Sulla patrimoniale "i cittadini in larga maggioranza sono già favorevoli. Tutti gli istituti di sondaggio registrano la stessa cosa. Il fatto incredibile di questo dibattito è che quando proponiamo un fisco giusto c'è qualcuno che impazzisce a destra ma non solo, considerandola una proposta da matti ed eversiva, ma la maggioranza dei cittadini è d'accordo", aggiunge il segretario di Sinistra Italiana. "Ed è d'accordo per una ragione semplicissima: la stragrande maggioranza dei cittadini non ha grandi patrimoni e quindi quando gli spieghi che questo tipo di intervento si rivolge a una piccolissima minoranza".
Parliamo di un 10% della popolazione che detiene il 60% della ricchezza. "Percentuali irrisorie rispetto all'insieme della popolazione, chiunque di noi capisce che un intervento come questo non lo tocca. Non tocca la prima casa, non tocca il ceto medio. Serve invece a dare più respiro a chi non ce la fa, chiedendo un piccolo sforzo a chi se lo può permettere senza nessuna difficoltà", prosegue Fratoianni.
L'intenzione insomma è di arrivare a una proposta comune che possa ristabilire equità in una società in cui la ricchezza è concentrata nelle mani di pochissimi. "Noi siamo prontissimi ad aprire la discussione in Italia e in Europa su quali strumenti mettere in campo e come calibrarli. Quello che è del tutto inaccettabile è che si continui a rifiutare e negare un'evidenza: la diseguaglianza cresce sempre di più, la ricchezza cresce ma è distribuita in modo indecentemente ineguale e a questo va posto rimedio", rimarca Fratoianni. Da Milano "parte un impegno collettivo, un coordinamento, perché questo tema diventi un tema comune nella nostra battaglia politica nei nostri Paesi e a livello europeo".