Stop all'esame del ddl sullo Ius soli al Senato per mancanza del numero legale. Dopo l’ok alla manovra, l’Aula di Palazzo Madama ha iniziato la discussione sul provvedimento con l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Ma, su richiesta del senatore Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti in Aula. E la verifica ha dato esito negativo. “Sulla mia pregiudiziale di costituzionalità sullo Ius soli, e sulla mia richiesta di verifica del numero legale, nell'aula del Senato è mancato il numero legale e lo ius soli, come avevo già annunciato ieri, è definitivamente naufragato”, ha dichiarato Calderoli. “Colpito e affondato. Morto e sepolto”, ha aggiunto il vice presidente del Senato in riferimento al fatto che la prossima data utile per l'esame del provvedimento è stata fissata a gennaio.

L'esame del ddl slitta a  gennaio – La sorte del ddl sulla cittadinanza si deciderà dunque con ogni probabilità nella prossima legislatura. Grasso ha fissato la prossima seduta per martedì 9 gennaio alle 17, con all'ordine del giorno “comunicazioni del presidente”, quando probabilmente il Capo dello Stato avrà già sciolto le Camere. Calderoli ha parlato di “una grande vittoria”, perché – ha spiegato – “sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo Ius soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso”.

Unicef: “Diritti negati ancora una volta” – “Doveva essere un gesto di civiltà come qualcuno ha detto tempo fa invece si chiude nel modo più incivile possibile, lo ius soli non verrà approvato, basta ipocrisie elettorali”, ha commentato invece Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef-Italia. “Le Camere stanno per sciogliersi come anche l'ipotesi di approvazione di questa legge come neve al sole – si legge in una nota – Non lo sapeva nessuno? Chiediamo scusa agli 800 mila compagni di classe dei nostri figli, adulti di domani, che vedranno negati ancora una volta i loro diritti. Provo vergogna nel vedere come una riforma moderata nei contenuti e così necessaria nella sostanza non trovi spazio al pari di tante altre”.