Lega e Movimento 5 Stelle perdono voti dopo le elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria e, allo stesso tempo, scende il gradimento degli italiani nei confronti dei leader dei due schieramenti: Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Nel caso dell’ex ministro dell’Interno il dato resta comunque alto, seppur subisca il sorpasso da parte di Giorgia Meloni. Mentre per l’attuale ministro degli Esteri il crollo è verticale, con gradimento superiore solo a quello di Berlusconi, Calenda e Renzi. Il sondaggio realizzato dall’istituto Piepoli per Povera Patria, trasmissione di Rai 2, analizza il gradimento dei leader politici confrontando il dato attuale a quello del 13 gennaio.

Il gradimento dei leader nei sondaggi

In testa c’è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui gradimento, però, scende dal 60% al 57%. Al secondo posto stabile il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al 45%. Al terzo invece arriva il sorpasso della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni (passa dal 31% al 32%), nei confronti di Matteo Salvini, in calo di due punti al 30%. Subito dietro troviamo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, stabile al 29%. Perde tre punti l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ora solo al 21%. Mentre è stabile il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al 18%. In calo Carlo Calenda (un punto in meno, è al 17%) e Matteo Renzi che perde due punti e si attesta solamente al 13%.

Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto

Dal sondaggio Piepoli non emergono novità importanti per quanto riguarda le intenzioni di voto, anche se si registrano scostamenti rispetto a metà gennaio. La Lega è saldamente il primo partito, pur perdendo mezzo punto percentuale dopo le elezioni regionali in Emilia-Romagna: ora è al 30,5%. Cresce, invece, il Pd: mezzo punto percentuale in più e 20%. Crolla il Movimento 5 Stelle, scendendo al 15,5% e perdendo l’1%. Stabili, invece, Fratelli d’Italia (al 10%), Forza Italia al 6,5% e Italia Viva al 4,5%. Più indietro troviamo +Europa al 2,5%, Leu al 2%, Verdi all’1,5% e Azione all’1% (in calo di mezzo punto percentuale). L’area di governo si attesta al 42%, quella dell’opposizione di centrodestra al 47%.

Sondaggi, l’alleanza tra Pd e M5s

Agli intervistati si chiede anche un giudizio su cosa dovrebbero fare Pd e Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative. Secondo il 26% del campione dovrebbero presentarsi sempre alleati, mentre il 37% opta per liste e candidati divisi e differenti. Il 21%, invece, ritiene che la soluzione migliore sia valutare di volta in volta se allearsi in base al tipo di voto. Gli elettori del Pd sono più favorevoli a un’alleanza fissa o, comunque, alla possibilità di valutare di volta in volta. Gli elettori del Movimento 5 Stelle, invece, preferiscono che i due partiti vadano sempre divisi, anche se ben il 38% dei pentastellati sarebbe favorevole a un’alleanza strutturale.