Le future elezioni regionali in Emilia Romagna saranno un appuntamento elettorale di grande rilevanza, soprattutto dopo l'esito delle elezioni umbre in cui il centrodestra a trazione leghista ha conquistato la regione. Inizia ad aumentare l'attesa per l'apertura delle urne dunque, fissata per il 27 gennaio 2020, e intanto iniziano ad arrivare i primi sondaggi politici che scandagliano gli umori della regione. Dai primi dati che emergono si prevede uno scontro all'ultimo voto. Secondo quanto riferito da La Stampa, che fa riferimento a un sondaggio riservato commissionato da Nazareno, la coalizione di centrodestra avrebbe un vantaggio che oscillerebbe dai 5 ai 7 punti percentuali. La rilevazione è stata fatta a una settimana dal voto umbro, un momento in cui il risultato delle elezioni era sicuramente ben chiaro a tutti cittadini dell'Emilia-Romagna. Nonostante questo sondaggio mostri in leggero svantaggio la coalizione di centro sinistra, un altro dato sembra invece esserle a favore. Silvia Bignami, su La Repubblica, spiega che in Emilia Romagna la Lega è il partito più forte ma il gradimento di Bonaccini (candidato PD) è al 48% mentre quello di Borgonzoni (candidato Lega) è al 31%.

Maurizio Pessato di Swg sostiene che Stefano Bonaccini avrebbe diverse possibilità di vedersi riconfermato, ma che molto, in parte, non dipenderà da lui: "Come andrà dipenderà anche da quel che accade al governo, se la manovra sarà apprezzata, se la maggioranza giallorossa continuerà o no a litigare". Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, esprime un giudizio analogo, ma sottolinea che molto dipenderà dalla questione plastic tax, la tassa annunciata dal governo e nel mirino del mondo delle imprese. "Il successo di Bonaccini sarà legato – spiega Noto – soprattuto dalla sua battaglia contro la plastic tax. Il centrosinistra è solido in Emilia Romagna, ma il vento nazionale favorisce la destra. Il presidente ha preso una posizione forte in difesa del mondo produttivo del territorio, se riesce a bloccare la tassa vince, e può crescere. Se invece non ce la fa, potrebbe diventare un boomerang". 

Commentando gli ultimi dati relativi alle Elezioni europee il direttore di Ipr Marketing fa notare un altro dato di rilievo per cui sostiene che lo svantaggio del centro sinistra sia recuperabile: "Alle Elezioni europee il centrodestra era al 44,3%, contro il 39,6% del centrosinistra. In mezzo, il M5S al 12,9%. Il vantaggio del centrodestra era di soli 4 punti, mentre in Umbria era di 9 punti. Un 4% è un margine esiguo, in una regione in cui il governo è apprezzato e senza scandali".