Lega in lieve calo, Pd in netta crescita e distanza tra i due partiti che si accorcia. L’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7 non cambia gli equilibri politici in campo, ma mostra un riavvicinamento tra i primi due partiti. Così come tra il terzo (il Movimento 5 Stelle) e il quarto (Fratelli d’Italia): infatti è proprio il partito di Giorgia Meloni a guadagnare più consensi negli ultimi sette giorni, escluso il Pd che ottiene ben l’1% in più di consensi. In calo troviamo invece Forza Italia e La Sinistra.

Sondaggi elettorali, il Pd e Fdi in netta crescita

La Lega perde lo 0,3% ma rimane in netto vantaggio sul Pd con il 26,6% dei consensi. I dem, pur guadagnando un punto, si fermano al 20,3%, ma riducono comunque le distanze dal Carroccio. In leggera crescita c’è anche il Movimento 5 Stelle al 16%, con Fratelli d’Italia che però guadagna lo 0,6% e si riavvicina, ottenendo il 14,2% dei voti. Perde lo 0,4% Forza Italia, che non va oltre il 5,6%. Mentre il calo è dello 0,3% per Sinistra italiana-Articolo 1 (ora al 3,5%). Italia Viva torna davanti ad Azione: guadagna lo 0,1%, approfitta di un calo del partito di Carlo Calenda dello 0,2% e lo scavalca (3% contro 2,9%). Perdono voti anche i Verdi, ora al 2%, mentre +Europa resta stabile al 2,5%. Male anche Cambiamo, che con lo 0,3% in meno si ferma all’1,2%.

Sondaggi, gli italiani vogliono cambiare i decreti sicurezza

Il sondaggio di Swg per il Tg La7 prende in esame anche un altro elemento di cui si discute in questi giorni: la modifica dei decreti sicurezza. La domanda che viene posta è se gli intervistati ritengano o meno queste modifiche prioritarie per il governo. Il 31% risponde che sono prioritarie e quindi devono essere approvate il prima possibile. Ma a pensarla così sono soprattutto gli elettori del Pd (56%), meno quelli del M5s (26%). Per un altro 31% questo intervento è una misura importante, ma può attendere, non c’è alcuna fretta di cambiare i decreti. Solo il 19%, invece, si dice completamente contrario alla modifica dei decreti sicurezza. Infine, il restante 19% non ha una precisione opinione in merito e non si esprime a riguardo.