Continua il periodo di difficoltà, almeno a livello di riscontro elettorale, per le due principali forze di maggioranza: nei sondaggi, infatti, sia il Partito Democratico che il Movimento 5 Stelle arrancano e si fermano entrambi al di sotto del 19%. Rimanendo così sempre più staccati dalla Lega che supera abbondantemente il 31%. La rilevazione effettuata da Euromedia Research per Porta a Porta evidenzia il netto primato della Lega, che si attesta al 31,8%. Mentre Pd e M5s si fermano, rispettivamente, al 18,5% e al 18,3%. Nel centrodestra, invece, positivo il dato per Fratelli d’Italia: è all’8%. Leggermente indietro Forza Italia, al 7%.

Tra i partiti di governo l’unico a sorridere è Italia Viva, che guadagna qualche consenso e raggiunge il 5,5% nella settimana della Leopolda. Rimanendo nel centrosinistra troviamo Mdp allo 0,7%, Sinistra italiana all’1,4%, +Europa al 2%, Europa Verde all’1,4%, così come Siamo europei. Nel centrodestra, invece, crolla Cambiamo di Giovanni Toti, stimato allo 0,2%. Per quanto riguarda le coalizioni, quella di governo si attesta al 44,4%, mentre le opposizioni di centrodestra arrivano al 47%.

Il giudizio degli elettori sulle misure della manovra

Lo stesso sondaggio chiede agli italiani un giudizio su alcune misure inserite nella legge di Bilancio. In primis la soglia del contante, portata a duemila euro (e poi a mille nel 2021): si dicono favorevoli il 45,1% degli intervistati, contrari il 50,1%. Per quanto riguarda il carcere per gli evasori, giudizio positivo per ben il 74,3% del campione, negativo solo per il 22,2%. Giudizio positivo anche sulla plastic tax, da introdurre sugli imballaggi di plastica: si dice favorevole il 55,7% degli italiani, contrario il 41,1%.

Sondaggi, cosa pensano gli elettori del taglio del cuneo fiscale

Agli intervistati viene chiesto anche se ritengono sufficiente il taglio del cuneo fiscale previsto dalla manovra, con cui dovrebbero arrivare circa 40 euro in più in busta paga per alcune categorie di lavoratori. Sono sufficienti solo per l’11,9% del campione. Al contrario ritiene che questa cifra sia addirittura “una miseria” ben il 52,1% degli elettori. Infine, secondo il 30,9% degli intervistati i 40 euro in più in busta paga “non sono una gran cifra ma è un passo avanti”.