Dopo i deludenti risultati alle elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna, anche i sondaggi sembrano confermare il momento difficile per il Movimento 5 Stelle. Le ultime rilevazione mostrano che, in caso di elezioni, i pentastellati potrebbero finire al di sotto del centrosinistra, perdendo più del 10% dei voti rispetto alle politiche del 4 marzo 2018. Un sondaggio realizzato da Tecnè per Quarta Repubblica, programma di Rete 4, mostra come il centrodestra sia saldamente in testa alle previsioni elettorali. Il 49,6% degli elettori è disposto a votare l’alleanza formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia (più gli altri partiti dell’orbita centrista): un dato in netto aumento rispetto al 37% delle politiche. Il Movimento 5 Stelle scenderebbe dal 32,7% di un anno fa al 22,2% di oggi. Dietro persino al centrosinistra che rimane stabile rispetto al 2018: oggi è al 22,7%, contro il 22,9% di allora. Sarebbe, quindi, oggi, mezzo punto sopra i Cinque Stelle.

Un altro sondaggio, realizzato dall’Istituto Piepoli per Porta a Porta, la trasmissione di Rai 1, prende in considerazione le intenzioni di voto degli italiani per le prossime europee di maggio. In testa c’è la Lega, con il 31,5% dei voti. La stessa rilevazione confronta questo dato con quello delle precedenti europee – quelle del 2014 – quando il Carroccio prese il 6,2%. Il che vuol dire il 25% in più. In calo, dal 2014, è invece Forza italia che passa dal 16,8% all’11% di oggi. Fratelli d’Italia sale dal 3,7% al 4,5%. In totale il centrodestra si attesta al 48%, contro il 31,5% di cinque anni fa.

Chi mostra un calo più netto è il Pd, confrontando il dato con l’incredibile 40,8% dem alle europee del 2014: oggi si fermerebbe al 18,5%. In netto calo anche Mdp e Si, che passano dal 4% della Lista Tsipras all’1% di oggi. Meglio va al Movimento 5 Stelle, in salita dal 21,1% del 2014 al 25% previsto dal sondaggio. Agli intervistati si chiede anche cosa debba fare il Pd alle europee: secondo il 38% del campione (cifra che sale al 43% tra gli elettori dem) dovrebbe presentarsi con il proprio simbolo, secondo il 30% (il 45% tra gli elettori) dovrebbe rinunciare al simbolo per una lista più ampia.

Altra domanda riguarda il futuro di Matteo Renzi dopo le elezioni. Secondo il 14% degli intervistati è molto probabile che lasci il partito per fondarne uno nuovo. Stessa sorte è abbastanza probabile per il 33% del campione. Poco o per nulla convinti di questa ipotesi sono rispettivamente il 19% e il 15% delle persone. Tra gli elettori del Pd sono di più quelli che ritengono abbastanza probabile questa ipotesi. A gradire l’idea di un nuovo partito di Renzi è il 47% degli intervistati (solo il 36% di quelli del Pd), mentre è contrario il 44% (tra gli elettori dem il 47%). L’ultima domanda riguarda invece Matteo Salvini: secondo il 35% degli intervistati (soprattutto quelli di Fi e FdI) dopo le europee dovrebbe concludere l’esperienza di governo e guidare un nuovo centrodestra; secondo il 25% (soprattutto tra gli elettori della Lega) dovrebbe continuare a governare con il M5s.