La nascita di Azione, il partito di Carlo Calenda, porta via qualche voto a Matteo Renzi e a Italia Viva. Ma non solo, perché a incidere sul calo dei consensi del partito c’è anche l’inchiesta sulla fondazione Open. Al contrario, chi sorride negli ultimi sondaggi è Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni raggiunge uno storico traguardo e si attesta addirittura all’11%. La rilevazione effettuata dall’Istituto Ixè per Carta Bianca, trasmissione in onda su Rai 3, conferma inoltre il primato della Lega, nonostante un leggero calo (-0,3%) del partito di Matteo Salvini, ora al 31,2%.

A inseguire troviamo il Pd al 20,7%, in ripresa dello 0,3% rispetto alla settimana precedente. Continua il crollo del Movimento 5 Stelle, che perde mezzo punto percentuale e si ferma al 15,9%. Come detto, sale ancora Fdi: dal 10,6% passa all’11%. Stabile Forza Italia al 7,4%. Quasi un punto percentuale in meno per Italia Viva, su cui pesano, probabilmente, sia l’inchiesta su Open che la nascita di Azione di Carlo Calenda. Così Iv è al 3,6%, mentre Azione (al suo debutto) si attesta allo 0,7%. Troviamo anche +Europa stabile al 3%, La Sinistra in salita al 2,7% ed Europa Verde all’1,1%.

Sondaggi politici, cosa sanno gli italiani dell’inchiesta su Open

Una delle questioni che potrebbe aver inciso nell’andamento dei sondaggi degli ultimi giorni è l'indagine sulla fondazione Open, legata a Matteo Renzi. Il 37% degli intervistati afferma di aver sentito parlare della questione, mentre ben il 36% non ne sa nulla. Inoltre, il 27% dice di aver seguito la questione con attenzione. Agli intervistati viene chiesto se concordano con Renzi sulla critica nei confronti di quella che è stata definita come un’invasione di campo dei magistrati: si dice d’accordo il 22%, in disaccordo il 44%, mentre non si esprime il 34%.

Sondaggi, la fiducia nei leader e il movimento delle sardine

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, resta il leader che gode di una maggiore fiducia tra gli elettori: si attesta al 41%. Più indietro troviamo Matteo Salvini (33%), Giorgia Meloni (32%), Nicola Zingaretti (27%), Luigi Di Maio (20%), Silvio Berlusconi (19%) e Matteo Renzi (12%). Un’altra domanda rivolta agli intervistati riguarda il potenziale elettorale del movimento delle sardine. In totale potrebbe votarli il 7,5% degli elettori. Che vengono da diverse forze politiche: il 2,4% dal Pd, l’1% dal M5s, l’1,4% da altri partiti e il 2,7% sono indecisi o astenuti.

Le conseguenze delle elezioni regionali

Il 26 gennaio 2020 si voterà alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. Un voto che secondo la maggioranza relativa degli intervistati non inciderà sulla tenuta del governo: il 39% crede che non cambierà nulla, mentre il 38% pensa che il voto avrà un peso determinante sulla vita dell’esecutivo. Ancora, agli elettori si chiede se il governo dovrebbe dimettersi nel caso in cui in Emilia Romagna vinca il centrodestra: risponde di no il 49% degli intervistati, mentre dice sì il 33%. Il restante 18% non si esprime in merito.