Se oggi si andasse al voto per le elezioni politiche, l’esito delle urne sarebbe tutt’altro che scontato. Mai come in questi giorni i principali partiti sono vicini tra di loro, con soli cinque punti percentuali che dividono il primo (la Lega) dal quarto (Fratelli d’Italia). Questo è quanto emerge dal sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera. In testa c’è il Carroccio, che rispetto a giugno perde quasi un punto percentuale e si attesta al 23,1%. In calo troviamo anche il Pd, che perde lo 0,8% e si ferma al 19,6%. Al contrario sono in netta crescita il Movimento 5 Stelle e, ancor di più, Fratelli d’Italia, che tocca livelli record.

Sondaggi elettorali, in netta crescita Fdi e M5s

Complice il calo di Lega e Pd, il divario rispetto alle altre forze politiche si riduce. Sia nei confronti del Movimento 5 Stelle, che guadagna lo 0,9% e raggiunge il 18,9%, sia nei confronti di Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni cresce dell’1,7% in un mese e raggiunge il livello record del 18%, mai toccato prima nei sondaggi. Forza Italia, invece, perde lo 0,3% e si ferma al 6,9%. Poi sono tantissimi i partiti al di sotto della soglia (che potrebbe essere quella di sbarramento con la prossima legge elettorale) del 3%: Europa Verde è al 2,9% (in crescita dell’1%), così come La Sinistra (+0,6%). Azione e Italia Viva sono entrambe in calo al 2,5%. Più indietro +Europa all’1,3%.

Cresce la fiducia nel governo Conte nei sondaggi

Dopo l’accordo trovato iin Ue sul Recovery Fund cresce la fiducia degli italiani nel governo e nel presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il gradimento nel governo aumenta di quattro punti, dal 57% al 61%, livello più alto per il Conte 2. Sale anche il gradimento del presidente del Consiglio, che passa dal 63% al 65%, vicino al picco di aprile (in piena epidemia) del 66%. Ultimo tema affrontato dal sondaggio è quello del referendum di settembre sul taglio dei parlamentari. Solo il 35% sa che lo aspetta questo appuntamento alle urne. Ben il 49% si dice a favore della riforma che riduce il numero dei parlamentari mentre solo l’8% è contrario. Inoltre, il 48% pronostica l’approvazione della riforma dopo il voto, contro il 12% che pensa che la legge non verrà confermata dal referendum.