Le chiusure e le restrizioni proseguiranno almeno fino al 13 aprile. Ma probabilmente verranno prorogate ancora, almeno fino all’inizio di maggio. Poi ci sarà una prima riapertura, parziale e graduale, probabilmente in due fasi. Il primo obiettivo è quello di evitare assembramenti in questi giorni, per non vanificare gli sforzi fatti: così il 25 aprile e il primo maggio saranno – così come la Pasqua – feste casalinghe. Per la riapertura il governo sta pensando a lunedì 4 maggio, data in cui potrebbe partire la fase due, quella di convivenza con il Coronavirus. Il principio da seguire è quello della gradualità. Evitando assembramenti, ma iniziando ad aprire qualcosa, un po’ per volta, rispettando tutte le regole: a partire dal distanziamento sociale e garantendo l’utilizzo dei dispositivi di protezione come guanti e mascherine. Vediamo quali saranno le tappe per cittadini e aziende e quali imprese e negozi riapriranno prima e quali dopo.

Chi riaprirà prima: quali aziende e negozi

Le primissime riaperture potrebbero esserci già subito dopo Pasqua. E potrebbero riguardare, anche in via sperimentale, alcuni settori dell’imprenditoria e del commercio. Le prime a riaprire dovrebbero essere le imprese di supporto alla filiera alimentare e farmaceutica, il settore agricolo e le aziende di meccanica ed edilizia. Ma solo le aziende che possono garantire il rispetto delle regole e degli standard di sicurezza. I primi negozi a riaprire, anche simbolicamente, potrebbero essere le librerie e le cartolerie. Dopo questa prima fase di riaperture si potrebbe procedere con una verifica a inizio maggio, pensando a un graduale allentamento della stretta. Per gli uffici, comunque, si continuerà a chiedere di privilegiare lo smart working, evitando di andare in sede o, altrimenti, predisponendo turni su fasce orarie che permettano di ridurre il numero di lavoratori presenti. Per quanto riguarda i trasporti, infine, bus e metro potrebbero richiedere una presenza contingentata per mantenere le distanze di sicurezza.

Chi saranno gli ultimi a riaprire: dai ristoranti alle scuole

Gli ultimi a riaprire saranno tutti quei locali in cui è inevitabile l’assembramento. Quindi cinema, teatri, pub, ristoranti. Per la ristorazione si ipotizza che possano riaprire prima i locali che hanno tavoli all’aperto. Per i bar verrà chiesto di evitare l’affollamento al bancone e si dovrà mantenere il distanziamento tra i tavoli. Non si potrà riprendere con gli eventi pubblici, le feste e le manifestazioni. Tra gli ultimi a riaprire potrebbero esserci anche i barbieri e i parrucchieri, soprattutto dove non sia possibile garantire le condizioni di sicurezza e il rispetto delle distanze. Infine, ci sono le scuole: si fa sempre più concreta l’ipotesi che non riaprano per quest’anno scolastico, rinviando tutto a settembre. Ed evitando, tra scuole e università, gli spostamenti di oltre dieci milioni di persone.

Come cambieranno le regole per i cittadini

Per pensare di tornare a circolare liberamente per strada è ancora presto. Se ne parlerà a maggio, se ci sarà un netto miglioramento dei dati sui contagiati. Ma ci saranno anche nuove regole: si dovranno continuare a evitare assembramenti per strada o nei giardini pubblici. Nei negozi ci saranno accessi contingentati e code per l’ingresso, come avviene nei supermercati in questi giorni. E anche negli stessi supermercati la situazione non cambierà. Negli uffici bisognerà rispettare il metro di distanza. Per luoghi come palestre e piscine, invece, i tempi di riapertura potrebbero essere più lunghi, in quanto si tratta di posti in cui è più difficile evitare il contatto. Stesso discorso vale per locali e discoteche.