La responsabilità politica di quanto avvenuto e di quanto sarebbe potuto accadere questa notte a Lampedusa è tutta di Matteo Salvini. Ne è certo il senatore del Pd, Davide Faraone, che contattato da Fanpage.it racconta le ultime ore a bordo della Sea Watch, sulla quale si è imbarcato insieme ad altri quattro parlamentari e su cui è rimasto fino al momento dello sbarco dei migranti e dell’arresto della comandante Carola Rackete. “Stanotte hanno rischiato la vita le forze dell’ordine, la guardia di finanza. Hanno rischiato la vita un intero equipaggio e dei migranti così come tutti quelli che stavano a bordo. E l’hanno rischiata per la propaganda e l’utilizzo di temi così delicati come questi da parte di Matteo Salvini”. Secondo il senatore dem tutta questa situazione deriva da un clima “di scontro ed esasperazione” che proprio Salvini crea: “Quando un vicepremier, costantemente, ci manganellava e insultava sui social, diceva che andava arrestata la comandante, che doveva creare terra bruciata ovunque, questo clima lo genera lui”.

Faraone attacca ancora il ministro dell’Interno: “A Salvini faceva comodo che quelli fossero ancora in mare e l’incidente gli fa comodo. Oggi è esaltato perché c’è stato quasi un incidente ed è felice di questa cosa qua perché è convinto che questo gli crea consensi e se ne fotte se qualcuno rischia la vita, è una persona irresponsabile che va combattuta con tutti gli strumenti democratici possibili”. Il clima d’odio si rispecchia anche nelle persone che al porto hanno accolto la nave insultando la comandante e i parlamentari: “Li denuncerò per le cose vergognose che hanno gridato al porto, legittimati da un capo, Salvini, che fomenta l’odio. Queste persone verranno una ad una denunciate, ma le vedo legittimate a fare questo perché c’è questo clima nel Paese”.

L’esponente del Pd che era a bordo della Sea Watch sostiene ancora che Salvini abbia “messo a repentaglio le nostre vite: quello che è accaduto nel Mediterraneo è stato qualcosa di incredibile. E ha visto come vittime chi era a bordo della Sea Watch e la Guardia di finanza che ha fatto benissimo il suo lavoro”. Ancora, contro il ministro dell’Interno l’esponente dem sostiene che sia “più interessato al suo consenso personale e del partito che alla vivibilità di questo Paese. Se un argomento gli porta voti, anche se genera odio e scontri”, lui lo “alimenta per la sua continua campagna elettorale”.

Il racconto della situazione a bordo

La situazione a bordo è degenerata dopo le apparenti buoni notizie del pomeriggio di ieri. Ricevute dai parlamentari anche telefonicamente, parlando con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “Avevamo saputo che i Paesi europei avevano dato la disponibilità” ad accogliere i migranti. “Avevamo preso come impegno d’onore quello di Saivlini di dare l’autorizzazione allo sbarco quando i Paesi avrebbero accettato di prendersi in carico i migranti. Ma Salvini non ha dato l’autorizzazione, stava facendo passare la notte”. A quel punto “si era creato un clima di esasperazione tra i migranti, dopo la perquisizione del pomeriggio della guardia di finanza. Si era creata l’aspettativa che si stesse sbarcando e quando si è capito che così non era la gioia si è trasformata in esasperazione e la comandante ha preso questa decisione. Sono state valutazioni della comandante, io non giudico ciò che è giusto o meno”.

Faraone ricorda le dichiarazioni di ieri di Conte e Moavero, che sembravano sbloccare la situazione. E attacca, poi, il resto del governo che ha lasciato tutta la partita in mano a Salvini: “La cosa desolante è che non abbiamo un premier, né un’altra forza politica nel governo – il M5s – che è totalmente scomparsa, vittima di Salvini”. Ora spetterà alla magistratura verificare i comportamenti di Salvini, della comandante e degli stessi parlamentari a bordo, secondo Faraone. Che non si sofferma sulla vicenda della motovedetta della Guardia di finanza speronata dalla Sea Watch: “Non voglio entrare nel dettaglio, dovrà approfondire la magistratura e io do disponibilità a fornire tutto quello che serve perché sono stato testimone”.

La comandante della Sea Watch

Faraone parla anche della comandante della Sea Watch, Carola Rackete. “Si difenderà” dalle accuse, sostiene il senatore dem. Che da una parte non mette in discussione l’importanza di rispettare la legge, lasciando che sia la magistratura a verificare, ma dall’altra elogia lo spirito della capitana: “Ho visto una donna determinata, con un equipaggio determinato, che si sono adoperati per mettere in salvo 42 persone che erano in una condizione pietosa”. Per far capire la situazione dei migranti a bordo, Faraone ricorda che i parlamentari sono stati sulla nave solo 40 ore: “Nelle ore di caldo noi non riuscivamo a stare. Pensate a loro, che erano lì da due settimane”. Secondo il senatore dem in quel momento l’unica cosa a cui pensare erano le “42 persone a bordo da salvare” ed era l’unica cosa che contava anche per loro: “Poi valuteremo tutte le cazzate di Salvini”. Ma se dovesse presentarsi di nuovo un caso del genere, Faraone non ha dubbi: “Lo faremo un’altra volta fregandocene di chi ci dice che porta voti a Salvini”.