Durante la riunione tra il premier Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, che si terrà oggi, si discuterà anche dell'ipotesi di riportare tutti i ragazzi a scuola prima delle vacanze di Natale. La possibilità era stata anticipata nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio: "Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale", aveva detto due giorni fa durante un'intervista a Otto e Mezzo. Oggi la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha convocato i sindaci delle città metropolitane, che da sole rappresentano un terzo della popolazione italiana, e cioè 21 milioni di abitanti. Per la ministra, e per il M5s che l'appoggia, è necessario riportare i ragazzi in classe al più presto, come ha chiesto anche lo stesso Cts, preoccupato per i disagi della popolazione studentesca.

Anche il ministro della Salute Speranza è favorevole ad anticipare la fine della Dad, se il quadro epidemiologico lo consentirà: "Faremo il possibile per riaprire le scuole a dicembre".

E nonostante le tante perplessità manifestate dai presidenti di Regione – soprattutto dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, secondo cui un ritorno fra i banchi già a dicembre comporterebbe troppi rischi per la salute degli studenti – e dalla viceministra all'Istruzione Anna Ascani, la possibilità che dopo il nuovo dpcm la scuola riapra i battenti è concreta. Si parla già di una data: il 9 dicembre. Se il nuovo dpcm con le regole per il Natale è atteso infatti entro il 3 dicembre, giovedì, con entrata in vigore venerdì 4, una possibilità è che si torni a scuola dopo il ponte dell'Immacolata, e cioè mercoledì 9. A quel punto però la ripresa delle lezioni in presenza durerebbe poco meno di due settimane: come indica il calendario scolastico, mancheranno appena due settimane al 23 dicembre, data di inizio delle vacanze di Natale, che si concluderanno il 6 gennaio.

La dem Ascani, intervistata da Rai3, sottolinea tutti i limiti di un rientro a scuola prima di gennaio: "Stiamo lavorando per risolvere le criticità prima possibile. La riapertura può avvenire non appena abbiamo un sistema che è in grado di reggere – ha detto la viceministra – perché non possiamo davvero permetterci di riaprire sotto la giusta spinta degli studenti e delle famiglie e poi però non riuscire a reggere. Noi dobbiamo riaprire e tenere aperto".

Preoccupazioni condivise anche dal presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli: "Meglio una Dad fatta bene che una didattica in presenza per finta. Le posizioni massimaliste, ideologiche e preconcette non sono molto utili. Non dobbiamo fare i tifosi della scuola aperta comunque e quelli della scuola chiusa comunque. Sono luoghi comuni inutili. Il punto è che la scuola si sta facendo a distanza perché sono mancate alcune condizioni: i trasporti non sono stati in grado di…, sistema sanitario non è stato in grado di… e regole interne al sistema di istruzione non consentono di trovare supplenti nella misura in cui servono".

Da risolvere ancora il problema dei trasporti, che con la ripresa delle lezioni in presenza per i ragazzi delle superiori potrebbe riacutizzarsi. Ma c'è anche da considerare la lentezza del sistema di tracciamento, e l'impossibilità di effettuare rapidamente i necessari tamponi, per evitare di mettere intere classi in quarantena. E poi mancano gli insegnanti: in molte scuole si attende ancora l'arrivo dei docenti titolari della materia che dovevano arrivare a settembre, che sono rimasti impigliati negli ingranaggi delle nuove graduatorie provinciali.

La proposta dei presidi del Lazio

Il portavoce dei presidi del Lazio, Mario Rusconi, spinge invece per un ritorno a scuola in presenza il prima possibile: "Sappiamo che non ci sono novità sostanziali nell’organizzazione dei trasporti e delle Asl, altro tasto dolente che ha mandato in tilt il sistema, sappiamo anche che oltre il 75% delle superiori ha problemi di connessioni veloci, però dico: i ragazzi chiusi in camera al mattino per seguire la didattica a distanza sono gli stessi che poi affolleranno i mezzi al pomeriggio se davvero si darà sfogo a questa follia delle feste di Natale? L’affollamento al pomeriggio è consentito?". La proposta di Rusconi è quella di riaprire almeno tre giorni a settimana le scuole già dal 4 dicembre, "nonostante tutte le difficoltà e i problemi che purtroppo non sono stati risolti: non possiamo essere lasciati sempre ultimi".