Il ministro della Salute Speranza ha annunciato che il governo potrebbe stabilire oggi il numero di commensali consentito per le cene e i pranzi durante le feste. La norma, più probabilmente una forte raccomandazione, entrerà nel nuovo dpcm con le regole anti Covid per il Natale, che il presidente del Consiglio Conte dovrà firmare entro il prossimo 3 dicembre, affinché entri in vigore il 4. Si attende quindi la riunione che si terrà nelle prossime ore tra il premier e i capi delegazione delle forze di maggioranza.

"Domani (oggi ndr) ci sarà un incontro sul numero delle persone che potranno riunirsi a tavola per il cenone e il pranzo di Natale", ha annunciato il ministro della Salute nel corso della trasmissione Di Martedì. I posti a tavola, ha sottolineato il ministro, vanno "limitati agli affetti più stretti. Ragioneremo nelle prossime, anche domani c'è una riunione proprio su questo, sui numeri – ha proseguito – li valuteremo, visto che in Germania hanno scelto il numero 10. Ma il messaggio al netto del singolo numero è questo: è un momento in cui bisogna stare con le persone più care, ma si riducano tutte le occasioni che non sono necessarie in cui il contagio si può diffondere".

La messa di Natale sarò permessa?

Sulle messe di mezzanotte, e quindi sulla possibilità di far slittare l'orario di inizio del coprifuoco, che in tutta Italia è dalle 22 alle 5, ha detto: "In questo momento c'è il coprifuoco dopo le 22 – ha risposto – faremo una valutazione sulla base dei dati epidemiologici dei prossimi giorni". L'idea trapelata nei giorni scorsi era quella di consentire, almeno per la sera della Vigilia e per la notte di San Silvestro, un ritorno a casa dopo mezzanotte. Ma non esiste ancora una norma messa nero su bianco. In questo momento infatti diminuiscono i contagi, ieri i nuovi casi secondo il bollettino giornaliero sono stati 23.232, ma si sono registrati ben 853 in sole 24 ore. Per questo il ministro invita a non "scambiare i primi segnali che vanno nella direzione giusta per uno scampato pericolo. La situazione – sottolinea – è ancora molto seria e la pressione sui nostri servizi sanitari è ancora molto forte e quindi abbiamo bisogno ancora di grande rigore".

Piste da sci resteranno chiuse

Per questo il governo non ha intenzione di autorizzare le vacanze sulla neve, e pensa di mantenere chiuse le piste da sci, seguendo l'esempio della Francia. "Capisco che dietro le piste da sci ci sono persone che lavorano e che meritano il massimo rispetto. Il punto è evitare le tantissime aggregazioni che possono svilupparsi e i tanti trasferimenti di persone che vanno in vacanza nelle località sciistiche. Dobbiamo stare molto attenti e ricordare quanto è successo la scorsa estate, quando in tanti hanno abbassato la guardia". Anche gli spostamenti non necessari andranno evitati, al fine di ridurre il più possibile i contatti tar non conviventi. Al momento sono permessi solo gli spostamenti tra zone gialle, ma in base alla curva epidemiologica delle prossime settimanel'esecutivo potrebbe permettere anche i ricongiungimenti familiari(solo tra parenti stretti) anche per chi vive nelle zone rosse o arancioni.