Prende forma il nuovo decreto del presidente del Consiglio Conte, che il governo dovrà approvare entro il prossimo 3 dicembre, quando scadrà il dpcm attualmente in vigore. Si attendono le norme valide per tutto il territorio nazionale in vista delle festività natalizie. Probabile un coprifuoco spostato alle 23, una diretta conseguenza dell'orario prolungato per i negozi, ai quali sarà quasi sicuramente consentito di rimanere aperti fino alle 22, così da diluire la presenza di persone nelle vie dello shopping, ed evitare così le file che a ridosso di Natale potrebbero crearsi all'ingresso degli esercizi commerciali. Il coprifuoco potrebbe invece iniziare più tardi per la Vigilia di Natale.

Ieri il presidente del Consiglio Conte è stato categorico: non potranno essere autorizzate le vacanze sulla neve, perché non si può rischiare di replicare gli errori di quest'estate, quando le discoteche aperte a Ferragosto causarono una risalita della curva dei contagi. "Consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile", ha detto Conte ieri da Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7. Non ci saranno quindi cenoni, e anche le feste pubbliche o private rimangono vietate. Per quanto riguarda le abitazioni private rimane la forte raccomandazione di evitare riunioni allargate, per proteggere soprattutto gli anziani. Su questo anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia è stato categorico: "Molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale. Con 600-700 morti al giorno parlare di cenone è fuori luogo".

Nodo impianti di sci

Gli impianti di sci resteranno chiusi, nonostante gli appelli e le pressioni che arrivano dai governatori delle Regioni alpine, preoccupati del fatto che una stagione di fatto dimezzata possa compromettere la tenuta di un settore come quello del turismo di montagna che si regge per la gran parte proprio sulle vacanze natalizie. Conte parla di un "protocollo comune europeo" per limitare le settimane bianche e le gite in montagna.

OK a spostamenti per ricongiungimento familiare

Altro capitolo quello degli spostamenti. Il premier Conte ha detto che probabilmente già dal prossimo monitoraggio Iss-ministero della Salute l'Rt sarà sotto 1. Con un indice di trasmissione più basso sarà possibile portare a dicembre tutte le Regioni in zona gialla o arancione, e così sarà più semplice autorizzare i ricongiungimenti familiari. Nelle Regioni gialle infatti, che sono appunto quelle a rischio moderato, gli spostamenti sono consentiti non soltanto all'interno del territorio regionale, ma anche verso Regioni vicine, che si trovano nella medesima fascia di rischio. L'idea è quella non solo di permettere il rientro presso la propria abitazione, ma di permettere di raggiungere anche i familiari più stretti. Ma il governo nel nuovo dpcm dovrà chiarire se anche per le Regioni in zona arancione o rossa, dove attualmente ci si può muovere solo per motivi di salute, lavoro o necessità, sarà autorizzato il ricongiungimento con i parenti più stretti. "Ci stiamo lavorando", ha detto Conte. "ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc", per evitare di vanificare tutti gli sforzi fatti in questi mesi autunnali con le chiusure e la suddivisione in tre fasce di rischio.

Scuola potrebbe riaprire a dicembre

La scuola poi potrebbe riaprire anche prima di gennaio. L'orientamento del governo è quello di andare incontro a docenti e studenti delle superiori (nelle zone rosse anche quelli di seconda e terza media) costretti a fare didattica a distanza: "Cercheremo di riaprirla prima di Natale", ha promesso Conte.