Sanità, nuove tariffe dal 21 settembre: quanto aumentano i costi di visite ed esami e cosa cambia per i ticket

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In arrivo l’aggiornamento delle tariffe del Servizio sanitario nazionale per centinaia di prestazioni. Alcune visite ed esami saranno più onerosi per il SSN e, in alcuni casi, potranno aumentare i costi anche per i cittadini. Cosa cambia da lunedì.

Dal 21 settembre è previsto l’aumento delle tariffe del Servizio sanitario nazionale per centinaia di visite, esami e altre procedure ambulatoriali. Ciò non significa però che per tutte le prestazioni interessate cresceranno anche i costi per il cittadino, perché ticket e tariffa non coincidono. Solo alcune diventeranno più costose per il paziente (se non beneficia di esenzioni).

Quanto si può pagare al massimo di ticket: il tetto di 36,15 euro

A ogni prestazione sanitaria è associata una tariffa, cioè il valore economico di riferimento utilizzato dal Servizio sanitario nazionale per remunerare la struttura pubblica o privata (se accreditata) che svolge l'esame o la visita. Più precisamente, il ministero della Salute stabilisce a livello nazionale delle tariffe massime di riferimento, mentre le Regioni adottano i propri sistemi tariffari secondo le regole previste.

Però la tariffa non coincide necessariamente con il ticket, cioè con la quota che viene richiesta al paziente. Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, chi non beneficia di un’esenzione paga in linea generale un importo pari alla tariffa, ma fino a un massimo di 36,15 euro per ricetta (i sistemi regionali possono differire). Quindi se la tariffa è 26 euro, il cittadino può pagare 26 euro; se ammonta a 38 euro, il ticket ordinario si ferma a 36,15 euro e il resto è a carico del pubblico. Governo e Regioni hanno raggiunto un’intesa il 23 luglio 2026 sullo schema del decreto che introduce un nuovo tariffario.

Visite ed esami, quali aumentano e restano invariati

La revisione comprende 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Tra gli aumenti previsti, la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma passa da 33,60 a 38 euro, mentre l’agoaspirato della mammella sale da 31,25 a 36,50 euro. L’elettrocardiogramma aumenta da 11,60 a 12,05 euro e il prelievo di sangue venoso da 3,80 a 4,30 euro.

La maggior parte delle prestazioni resterà comunque invariata: il nomenclatore nazionale ne comprende più di duemila, mentre l'aggiornamento ne interessa 448. Non cambiano, tra le altre, la visita specialistica di controllo da 17,90 euro, la radiografia del torace da 15,45 euro e diversi esami di laboratorio, come emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina e TSH. Non si tratta dunque di un aumento generalizzato che riguarda tutte le visite e gli esami.

Cosa cambia per protesi e altri ausili

Cambiano anche 222 codici dell'assistenza protesica su misura, cioè le tariffe utilizzate dal SSN per remunerare la fornitura di protesi, ortesi e altri dispositivi realizzati o adattati alle esigenze della persona. La modifica non comporta che le persone con disabilità dovranno pagare un nuovo prezzo per questi dispositivi: verranno aggiornati gli importi utilizzati dal sistema sanitario per garantirne la fornitura. Per queste prestazioni infatti non è previsto un ticket.

Perché è stato introdotto un nuovo tariffario sanitario e quando entrano in vigore le nuove tariffe

Il nuovo tariffario sostituisce quello entrato in vigore alla fine del 2024, che fu annullato dal Tar del Lazio per difetto d'istruttoria: secondo i giudici, i dati utilizzati per determinare gli importi non erano sufficientemente aggiornati e rappresentativi dei costi effettivi. Allo scopo di evitare un vuoto normativo, gli effetti dell'annullamento sono stati rinviati di un anno, dando al ministero il tempo di predisporre nuove tariffe. L'impatto complessivo della riforma sulle finanze statali sarà di 210,7 milioni di euro all'anno, di cui 183,1 per la specialistica ambulatoriale e 27,6 per la protesica. Per il 2026 l'impegno finanziario per lo Stato è stimato in circa 70 milioni. La legge di Bilancio 2026 ha destinato 100 milioni di euro per quest’anno e 183 milioni all’anno dal 2027 proprio a questo aggiornamento.

La Conferenza delle Regioni ha indicato il 21 settembre 2026 come data di partenza del nuovo tariffario. L’intesa del 23 luglio riguardava però lo schema del decreto e, al 18 settembre, il testo definitivo non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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