Sanità, migliorano le liste d’attesa in Basilicata e Veneto, Puglia maglia nera: la classifica delle Regioni
Oltre due milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e un miglioramento del rispetto dei tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, soprattutto per le prestazioni urgenti e brevi. Ma il problema resta: circa 4 milioni di prenotazioni sono oltre i tempi massimi previsti o vicine alla scadenza. Nelle classifiche regionali di Agenas, la Basilicata è in testa per le prime visite specialistiche, mentre il Veneto registra il risultato migliore per gli esami diagnostici. La Puglia è invece in fondo a entrambe le graduatorie.
Come funziona il monitoraggio Agenas
L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che aiuta il Ministero della Salute, le Regioni e le Province ad analizzare e migliorare l’organizzazione e il funzionamento dei servizi sanitari. Ieri ha condiviso un bollettino, dove ha raccolto e analizzato i dati nazionali delle prenotazioni sanitarie per misurare il rispetto dei tempi previsti, e possibili miglioramenti o peggioramenti dagli anni scorsi.
Le liste d’attesa sono uno dei problemi della sanità italiana. Ottenere una visita o un esame nei tempi previsti non è sempre facile, ma i dati più recenti mostrano qualche miglioramento. Agenas condivide dati aggiornati al 30 settembre 2026. Il rapporto confronta i primi nove mesi del 2026 con lo stesso periodo del 2025 e prende in esame 14 tipi di prime visite specialistiche e 22 esami diagnostici.
I tempi previsti cambiano in base alla priorità indicata dal medico nella prescrizione. Per le prestazioni urgenti il limite è di tre giorni, per quelle brevi è di dieci giorni. Le prestazioni differibili devono essere garantite entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami, mentre per quelle programmabili il limite è di 120 giorni.
Liste d’attesa: più visite ed esami nei tempi previsti, ma restano alti i ritardi
Da gennaio a settembre 2026, le prenotazioni considerate dal monitoraggio sono passate da 19,7 a 21,8 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Non è aumentato soltanto il numero delle prenotazioni: è cresciuta anche la percentuale di quelle che rispettano i tempi previsti. Per le prime visite specialistiche si passa dal 76,9% al 78,6%. Per gli esami diagnostici si sale dall’83,3% all’85%.
Rispetto al 2025, un numero maggiore di prenotazioni rientra nei tempi stabiliti, ma ciò non risolve automaticamente il problema delle attese. Le prenotazioni oltre i tempi massimi previsti sono ancora tantissime. Per le prime visite passano da 2,14 a 2,11 milioni; per gli esami diagnostici da 1,089 a 1,084 milioni, cambiamenti minimi. Aumentano inoltre le prenotazioni che si avvicinano al limite massimo previsto: passano da 795mila a 858mila. Si tratta di appuntamenti che non hanno ancora superato i tempi di garanzia, ma che si stanno avvicinando alla scadenza.
I risultati cambiano anche in base alla prestazione richiesta. Tra le prime visite specialistiche, quelle oncologiche registrano il risultato migliore tra le prestazioni citate da Agenas: nel 95,3% dei casi vengono rispettati i tempi previsti. Per le visite dermatologiche la percentuale è più bassa, 69,9%. Tra gli esami diagnostici, invece, la colonscopia mostra il miglioramento più significativo: si passa dal 62,8% al 69,3%. Il risultato è migliore rispetto all’anno precedente, ma resta distante da quello di altri esami.
Due classifiche regionali: il rispetto dei tempi per le prime visite e per gli esami diagnostici
Il bollettino si concentra anche sul territorio, misurando la performance di ciascuna Regione:

Per le prime visite, la Basilicata presenta la percentuale più alta, seguita da Marche e Lazio. La Puglia registra invece il valore più basso, con il 55,3%.
Per gli esami diagnostici la graduatoria è diversa. Anche in questo caso, la percentuale indica quante prenotazioni rispettano i tempi previsti.

In questa classifica è il Veneto a registrare il risultato più alto, seguito da Campania e Basilicata. La Puglia si trova di nuovo in fondo alla graduatoria, preceduta da Umbria e Valle d’Aosta. Agenas segnala differenze tra i territori e richiama l’attenzione anche sul modo in cui vengono assegnate le priorità alle prestazioni.
Nuove iniziative regionali e più prestazioni monitorate dal 2027
Il bollettino parla anche di alcune iniziative avviate dalle singole Regioni con l'obiettivo di migliorare la gestione delle liste d’attesa. Nelle Marche è stato introdotto un sistema che controlla le prescrizioni mediche e segnala eventuali errori o incoerenze. Nella Provincia di Trento è stato invece sviluppato un prototipo di intelligenza artificiale, chiamato IntelliRAO, che aiuta i medici a formulare le richieste e ad assegnare le priorità.
Dal 1° gennaio 2027, inoltre, saranno controllate più prestazioni sanitarie. Si passerà dalle attuali 55 a 114 visite ed esami. La novità fa parte del nuovo Piano nazionale per le liste d’attesa e servirà a controllare più tipi di visite ed esami, per capire meglio come stanno andando i tempi di attesa.