Caro carburanti, vanno avanti le proteste degli autotrasportatori: presidi in Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria

Immagine
Continuano le proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia con blocchi in Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia. Con loro anche gli agricoltori. Salvini lavora a un tavolo per anticipare il tavolo con gli autotrasportatori al 20 ottobre.

Continuano le proteste per il caro carburante, i costi dell'agricoltura e il caro vita. A trainarle sono le regioni del Sud, che anche oggi sono state scenario di blocchi stradali. Nel Foggiano, il sit-in di protesta è arrivato nei pressi del casello autostradale di Poggio Imperiale. Le manifestazioni durano da una settimana: a partecipare sono agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori.

I manifestanti stanno pensando di portare la protesta a Roma nei prossimi giorni, forti anche del sostegno che l'iniziativa sta suscitando in tutto il Sud. Anche in Calabria i presidi sono andati avanti per tutta la notte, allargandosi. Le manifestazioni si sono stabilite lungo la Statale 18 Tirrena Inferiore sul Tirreno Cosentino. Gli autotrasportatori della Fedralog hanno annunciato di voler  protestare almeno fino al 20 ottobre per il caro carburante.

Immagine

Le proteste degli autotrasportatori in Calabria

La Fedralog, la Federazione regionale della logistica contro il caro carburanti, è stata convocata per stamattina in Prefettura dal prefetto di Catanzaro Clemente Di Nuzzo. I tir invece sono rimasti parcheggiati a bordo strada nei 15 presidi aperti da Nord a Sud della Regione, interessando i principali snodi calabresi fino agli svincoi dell'Autostrada A2. Agli autotrasportatori si sono uniti gli agricoltori su input di movimenti autonomi.

Contro il caro carburante, Reggio Calabria si è mossa disponendo 8 giorni di trasporto pubblico urbano ed extraurbano gratuito. La decisione, sottolinea il sindaco, nasce sulla base dell'emergenza carburanti e sulle pesanti ricadute economiche e sociali che stanno investendo il Paese con effetti particolarmente manifesti al Sud.

Immagine

Blocco dei tir anche in Sicilia

Proteste anche in Sicilia, dove la ribellione degli autotrasportatori mette a repentaglio anche le aziende private che nell'Isola si stanno occupando di garantire il trasporto pubblico e privato su gomma. Il blocco dei tir rischia di non far arrivare le previste consegne di carburante ai depositi aziendali tra questo weekend e inizio della prossima settimana. Il normale esercizio dei servizi di linea effettuati dai privati è quindi a rischio.  "Condividiamo con gli autotrasportatori il problema perché anche i nostri mezzi viaggiano a gasolio”, ha sottolineato Antonio Graffagnani, presidente Anav Sicilia, l'associazione di categoria che raggruppa le aziende di trasporto viaggiatori.

Secondo Graffagnani, la mancata consegna del carburante sta generando conseguenze anche sulle imprese che effettuano il servizio di trasporto pubblico locale. "Non possiamo, di conseguenza, nascondere la forte preoccupazione, perché le proteste stanno crescendo di livello, di giorno in giorno, e corriamo seriamente il rischio di non poter effettuare i servizi di linea legati ai programmi di esercizio”.

Dal Comitato trasportatori siciliani però sono categorici: se il ministro Salvini non accetterà di firmare il protocollo di impegni e di incontrare i camionisti il 20 ottobre, il fermo andrà avanti almeno fino al 27 ottobre. Dal suo canto, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto sapere di essere al lavoro per anticipare al 20 la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano.

Il viceministro ai Trasporti ha sottolineato che il governo è "intervenuto per contenere l'impatto dei rincari". "Sappiamo che gli autotrasportatori, soprattutto al Sud, affrontano una fase complessa – ha spiegato Edoardo Rixi – aggravata dagli squilibri dei flussi logistici. È una situazione che richiede attenzione e risposte concrete". "Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma non può diventare il diritto di bloccare l'economia"

Rixi ha poi affermato che "il confronto deve restare aperto, nel rispetto della legge".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views