Caro-carburanti, protesta autotrasportatori: blocchi di tir al casello di Nola e latte gettato in autostrada
Bloccato dai tir il casello di Nola, latte gettato con le pompe dalle autocisterne sull'autostrada A30 Caserta-Salerno. È partita a mezzanotte anche in Campania la protesta degli auto-trasportatori contro il caro-carburanti. Lunghe code di auto a causa delle agitazioni dei camionisti, disagi anche per raggiungere l'asse mediano, con lunghe file sull'A30 sia l'ingresso sia l'uscita dello svincolo, all'altezza del km 18,9. Disagi anche a Villa Literno e sull'autostrada A1 Milano-Napoli, all'altezza di Caianello. I manifestanti hanno comunque lasciato una corsia libera per consentire alle auto di passare. Altri blocchi si registrano anche al casello di Caserta Sud. La protesta si allarga di ora in ora. I camionisti chiedono un intervento in primo luogo della Regione Campania, alla quale è stata già inviata una lettera con una richiesta di incontro.
Chiusa per un'ora l'uscita di Nola dell'A30
Dalle 9,15 circa, sulla A30 Caserta-Salerno, è stata temporaneamente chiusa l’uscita di Nola da entrambe le provenienze, a causa di una manifestazione in corrispondenza della stazione. Per la stessa causa, si registra 1 km di coda nel tratto compreso tra il bivio con la A16 Napoli-Canosa e Nola in direzione Caserta. Uscita poi riaperta attorno alle 10,40. Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. In alternativa, si consiglia di utilizzare l’uscita di Tufino.
Le proteste contro il caro-carburanti
Le proteste, come detto, riguardano in particolar modo il caro-carburanti. "Come avevamo denunciato nella nota inviata al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al Vicepresidente e Assessore ai Trasporti, Mario Casillo – commentano Angelo Lustro, Segretario Generale FILT CGIL Campania, che Pierino Ferraiuolo, Segretario Generale UILTRASPORTI Campania – il caro carburanti sta mettendo in difficoltà interi settori dell'economia. Da stamattina iniziano le proteste degli autotrasportatori e non è escluso che altre categorie possano unirsi alla mobilitazione".
"Riteniamo – concludono – che fosse necessario e doveroso tentare di costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e rappresentanze del lavoro, per individuare soluzioni concrete a sostegno degli autotrasportatori, degli agricoltori e di tutte le categorie colpite dall'aumento dei prezzi dei carburanti. Questi settori andavano ascoltati, sostenuti e messi nelle condizioni di continuare a lavorare. Forse non sarebbe stato possibile risolvere ogni problema, ma affrontare per tempo le difficoltà e condividere le preoccupazioni di chi produce e garantisce servizi essenziali era un passaggio indispensabile. La nostra iniziativa andava proprio in questa direzione: prevenire l'esplosione delle tensioni, anziché intervenire soltanto quando le proteste sono ormai iniziate. Il rischio concreto è che a pagare il conto siano, ancora una volta, i cittadini, attraverso ulteriori aumenti dei prezzi al consumo e possibili difficoltà nell'approvvigionamento di alcuni beni di prima necessità. Ci auguriamo che questo scenario non si verifichi, ma non possiamo ignorare le conseguenze che una crisi prolungata potrebbe determinare".