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Elezioni politiche 2018
28 Marzo 2018
10:14

Salvini: “Se nessuno fa un passo indietro c’è il 50% di probabilità che si torni al voto”

Salvini spiega in un’intervista che se nessuno è disposto a fare un passo indietro, e se non ci fosse altra via d’uscita, si tornerà al voto: “Non è quello per cui io lavoro e non faccio di certo il calcolo che nelle urne incasserei di più”. E ribadisce i punti in comune con il M5S: “Credo che alcuni dei nostri punti fermi, lo stop alla Fornero, l’approccio sull’immigrazione e la sicurezza possano riguardare anche loro”.
A cura di Annalisa Cangemi
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"Il Pd ha perso, sarebbe davvero bizzarro che una forza che si vuole rivoluzionaria si facesse stampellare dagli sconfitti. Se Di Maio vuole governare col Pd, auguri. È vero, però, che ci sono alcuni ambienti, soprattutto europei, che fanno il tifo perché il Pd torni comunque al governo. Per me, il governo sarebbe un onore e una responsabilità enormi. Ma non è questione di vita o di morte. Se per altri sì, vedano loro". In un'intervista sul Corriere della Sera Matteo Salvini spiega che un'alleanza Pd-M5S non sarebbe una strada percorribile. Ma in ogni caso ribadisce che non intende escludere gli alleati in coalizione, e in particolare Forza Italia: "Io non parto escludendo Fi" e dice no "a tecnici o figure esterne".

E aggiunge: "Ci sono tre parole chiave: lavoro, tasse e sicurezza. Io credo che anche ai 5 stelle possa interessare un dialogo su questi temi. Credo che alcuni dei nostri punti fermi, lo stop alla Fornero, l'approccio sull'immigrazione e la sicurezza possano riguardare anche loro. L'autonomia e, in chiave futura, il federalismo sono temi diventati patrimonio comune. Però, ci deve essere volontà di confronto".

Il segretario della Lega sottolinea comunque il rischio di tornare alle urne, e puntualizza che ci sarebbe il 50% di probabilità che si verifichi questo scenario: "Non è quello per cui io lavoro e non faccio di certo il calcolo che nelle urne incasserei di più. Ma si sappia che se mi rendessi conto che non c’è una via di uscita, che nessuno è disposto a fare passi indietro, bisognerebbe tornare a chiedere agli italiani". Il leader del Carroccio aveva già chiarito che la legge elettorale sarebbe facilmente modificabile: "Io sarei per una legge che assegna il premio di maggioranza a chi arriva primo, come già sarebbe stato opportuno fare dall’inizio". E il premio di maggioranza andrebbe secondo lui alla coalizione che ottiene più consensi. Ed è proprio in un'ottica di coalizione che sembra adesso ragionare Salvini, quando afferma che il dialogo con gli alleati per le consultazioni è aperto e discuterà anche con Berlusconi la linea da tenere: "Ci rivedremo a breve per concordare la posizione da portare al capo dello Stato. E i nostri tecnici lavorano insieme per presentare una proposta unitaria sulla manovra".

Sulla possibilità che una parte dei Democratici possa sostenere un governo Di Maio, Salvini commenta: "Mi stupirei dei 5 stelle. A differenza di altri, soprattutto a sinistra, io sono convinto che gli italiani quando votano abbiano ragione". Si è detto soddisfatto dei complimenti incassati dall'avversario: "Mi ha fatto piacere il riconoscimento sulla mia affidabilità. Per questo, mi sono stupito di un atteggiamento del tipo "o comandiamo noi o niente'". 

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